Qualcuno di voi ha qualche problema? Beh, io qualcuno direi proprio di sì…

Ma che fai Alberto, cominci a parlare di “problemi”? Non capisci che in questo modo sposti l’attenzione sulla parte “negativa” della cosa? Dovresti invece “pensare positivo” e attrarre in questo modo positività!

Mi dispiace ma non la penso in questo modo…

Sai qual è una delle caratteristiche principali che spesso ho notato nelle persone che riescono ad ottenere buoni risultati e, soprattutto, a godersi la propria vita (personale e professionale)?

Un atteggiamento mentale che sostiene, che alleggerisce ed aiuta, che semplifica e snellisce, che cerca le soluzioni piuttosto che lo scoramento, che guarda al facile anziché al difficile…

Non si tratta quindi di non avere problemi, ma di affrontarli con un atteggiamento funzionale. Ora, cerco di immaginare chi potrebbe leggere questo articolo e sorrido: sorrido perché anche questo articolo può essere letto con atteggiamenti differenti tra loro. Da un lato si può cercare in esso qualcosa di utile, di propositivo, uno spunto utile a quello che si è e che si fa; viceversa l’articolo può essere guardato con “occhio clinico” di chi ha voglia di cercare tutti i buoni motivi perché l’articolo non… funzioni.

Pensate ad una situazione delicata, a casa o al lavoro: quanto potrebbe fare la differenza un atteggiamento che ricerca soluzioni, che magari mette in discussione il proprio modo di fare fino a quel momento per aprirsi a nuove, eventuali, prospettive?

Tra l’altro, l’atteggiamento ha effetti a lungo termine: l’atteggiamento va avanti con l’autopilota, non ce ne accorgiamo neanche la maggior parte delle volte! Eppure, con grande costanza, continua a produrre i suoi effetti.

E allora, come possiamo fare a rendere il nostro atteggiamento di supporto, piuttosto che di ostacolo alla nostra vita?

Personalmente, quando ho deciso di impegnarmi concretamente per cominciare a trarre ottimi risultati dal mio atteggiamento, l’ho fatto a seguito della lettura del libro Credere per vedere, di Wayne W. Dyer. In breve, l’autore mi proponeva semplicemente di cercare mentalmente tre aspetti positivi in tutto quello che mi accadeva, anche gli accadimenti più spiacevoli o dolorosi.

Inizialmente non riuscivo proprio a capirne il senso e decidetti di non seguire questo suggerimento: dopo qualche giorno, ripensandoci su, mi convinsi ritenendo “alla peggio” innocua e senza effetti questa pratica bizzarra.

Fu così che il mio focus, la mia attenzione, cominciava ad allenarsi al meglio: il mio atteggiamento mentale stava ristrutturandosi… stavo cominciando a poter contare sul più potente alleato che finora abbia mai avuto accanto.

Prova anche tu a mettere in pratica questo semplice (non facile, attenzione!) esercizio… sperimentalo per almeno un paio di settimane e, poi, fammi sapere com’è andata.

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