BES - Includere con la Didattica Cooperativa

Nei giorni passati, sul gruppo facebook degli Sperimentatori MetaDidattica, alcune colleghe hanno condiviso questo breve video che tratta di inclusione e Bisogni Educativi Speciali.

 

Mi sembra uno spunto di riflessione interessante: voi cosa ne pensate?

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Commenti: 9
  • #1

    Antonino Petrucci (domenica, 24 novembre 2013 12:39)

    Lo trovo molto interessante e inerente il progetto: "Disabilità e Sport" della mia Scuola, ho chiesto alla referente di visionarlo proprio per riscontrarne le attinenze, grazie e buona domenica...

  • #2

    TERESA VERDE (domenica, 24 novembre 2013 14:02)

    Sono un'insegnante, ma soprattutto una mamma . Condivido e approvo in pieno quanto affermato pocanzi. In teoria i BES sono i fondamenti portanti necessari necessari in un ISTITUZIONE SCOLASTICA, specialmente quando si lavora in quartieri ''a rischio''. Ma c'è sempre purtroppo il rovrscio della medaglia, ossia molti insegnanti non conoscono ancora di che cosa si tratta, quindi non conoscono neanche questo nuovo termine'' BES'', e trovandomi a parlare con insegnanti di ''sostegno'',pretendono una certificazione medica,con tanto di diagnosi e quant'altro. Ma allora, mi chiedo, un bambino con qualche difficoltà, diciamo lieve, oppure che abbia solo qualche difficoltà a relazionarsi con i coetanei è giusto che subisca anche una dichiarazione palese di diagnosi che stabilisca con paroloni difficili e psicologismi incomprensibili, solo il suo bisogno fondamentale di AFFETTO?

  • #3

    Gianna (domenica, 24 novembre 2013 14:31)

    Magari tutti gli insegnanti riuscissero a rendere la scuola un ambiente inclusivo! Forse sono troppi i contenuti che a mio avviso andrebbero " snelliti" o forse ci sarebbe bisogno di mettersi a volte in discussione, ma questo comporta fatica e tanta. Per quanto riguarda l'apprendimento cooperativo, sono pienamente d'accordo. È una metodologia efficace che permette ad ogni alunno di dare il proprio contributo, il proprio apporto e di non sentirsi, per qualche motivo, diverso dagli altri. Grazie

  • #4

    gabriella (domenica, 24 novembre 2013 17:33)

    Salve!
    Condivido l'idea del video e di un metodo che vada bene per tutti, come il CL. Questo però presuppone e comprende anche, da un lato, tagli nel contenuto, perché, diciamocelo onestamente, il CL non fa risparmio di tempo; dall'altro insegnanti preparati nel metodo e nell'educazione alle abilità sociali che sono essenziali al corretto andamento di un'attività di CL. Tutto ciò spaventa chi non è formato e tanti di noi non provenienti dalle SISS o che non hanno seguito volontariamente formazioni sul CL restano ancorati a metodologie didattiche essenzialmente frontali, (non eliminabili!nè contestabili), esperienziali, confortevoli nella loro ripetitività pluriennale.
    Se a ciò aggiungiamo che molti dei ragazzi che popolano le nostre classi sono non maleducati, ma ineducati; non hanno capacità di fronteggiare la frustrazione; hanno sempre meno lessico e più povero, scegliere il CL DEVE essere più che programmatico e programmato!!Non facile! Ma non impossibile.

  • #5

    Paola (martedì, 26 novembre 2013 17:50)

    Sono pienamente d'accordo sul fatto che l'apprendimento cooperativo sia uno dei migliori sistemi di insegnamento, sia per i nostri alunni, sia per noi adulti! E' stato interessante ed importante sperimentarlo in prima persona (alla SSIS) per poi poter proporre attività ben strutturate e programmate.

  • #6

    daniela leone (martedì, 26 novembre 2013 21:51)

    Il problema vero che i ragazzi cosiddetti BES non sono quasi mai portatori unicamente di difficoltà di apprendimento. Il più delle volte, anche a causa dei pregressi fallimenti scolastici collezionati nel tempo, tali ragazzi sviluppano una scarsa motivazione all'apprendimento e un comportamento reattivo: sono questi i veri problemi, quelli che ostacolano sul nascere ogni proposta di didattica inclusiva. E poi? Come rendere inclusivi hic et nunc i contesti che spesso ci sono imposti e che risultano quasi mai rivisitabili nell'immediato?

  • #7

    Mena (domenica, 01 dicembre 2013 08:58)

    Grazie, non avevo mai analizzato in questi termini ciò che applico sistematicamente nella mia classe con 4 dsa e 2 h. Effettivamente le attività di gruppo sono sempre un grande successo sotto il profilo della produzione, della soddisfazione sia mia sia da parte degli alunni. Dovremmo programmare maggiori attività in tale modalità e soprattutto non avere l'incubo "sicurezza" che mi impedisce di avere i banchi ad isola per tutto l'anno.

  • #8

    Enza (domenica, 01 dicembre 2013 22:07)

    Salve, sono insegnante di sostegno in un liceo artistico e sto cercando di formarmi in questo campo! Ho trovato, l'esempio, molto interessante! Personalmente condivido, anche se ritengo che ci sia molta difficolta' di applicazione nella scuola media superiore. Si fa fatica ad accettare e ad usare metodologie di insegnamento-apprendimento di tipo inclusive perche' nella scuola ormai da tempo la formazione e' lasciata alla sola iniziativa privata dei docenti. Sarebbe opportuno favorire la partecipazione a corsi di aggiornamento sui BES e programmare le attivita' didattiche riunendosi con cadenza settimanale come nella scuola primaria!

  • #9

    maria (mercoledì, 12 febbraio 2014 12:44)

    E' SEMPLICEMENTE GENIALE