Parlando di emozioni non si può non fare riferimento al libro Felicità emotiva, che raccoglie i dialoghi fra due autorevoli esponenti del campo: Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, e Paul Ekman, uno dei massimi esperti al mondo di linguaggio del corpo e professore emerito dell’Università della California.

Qui sotto ti propongo un estratto del loro libro, denso di spunti e riflessioni su uno fra i temi più dibattuti ed affascinanti del nostro mondo interiore, l’equilibrio emotivo cui tanto agogniamo.

Clicca qui per leggerlo…

Paul Ekman: […] All’innescarsi di un’emozione parte una serie di impulsi che vengono tradotti in pensieri, azioni, parole e movimenti del corpo. Una volta attivato il comportamento emotivo, comincia un periodo refrattario nel corso del quale non solo non riusciamo a monitorare il nostro comportamento, ma non siamo neppure in grado di fare marcia indietro. Nel mondo esterno non percepiamo più nulla che non sia perfettamente coerente con l’emozione che stiamo sperimentando. Non possiamo accedere alle nostre conoscenze, che ci consentirebbero di smentire l’interpretazione emotiva della realtà.

Una volta concluso l’episodio emotivo, probabilmente chi l’ha vissuto rifletterà su quanto è accaduto, particolarmente se prova rimorso per quanto ha detto o fatto. Tale analisi a posteriori potrebbe costituire la base per imparare a reagire meglio o a scongiurare il ripetersi di situazioni simili. L’ultima volta che ci siamo incontrati lei si è servito di una metafora dicendo che per certi versi questo livello corrisponde all’asilo infantile. Il passo seguente, la scuola, potrebbe essere rappresentato dalla capacità di concludere il periodo refrattario nel corso dell’episodio emotivo, in modo da riconsiderare la situazione e magari modificare il proprio comportamento. E poi c’è la capacità di riconoscere l’impulso prima ancora di intraprendere qualsiasi azione, così da poter valutare adeguatamente quale sia la reazione migliore, sempre che sia il caso di reagire. È il massimo livello, potremmo considerarla l’università! A quel punto, il soggetto è in grado di vedere l’impulso che precede l’azione. È corretto?

Dalai Lama: Sì.

Ekman: Volendo procedere oltre, forse al livello del dottorato post-laurea, l’individuo non dovrebbe nemmeno più provare l’impulso ad agire in modo negativo. È d’accordo?

Dalai Lama: Sì. Nel caso dell’episodio che abbiamo paragonato all’asilo infantile, il coinvolgimento emotivo c’è già stato. Forse la persona in questione potrà anche averlo espresso con le sue azioni, ma il fatto steso che riesca a riconoscere a posteriori la distruttività di quanto è successo potrà aiutarla a evitare il ripetersi dell’incidente. E questa è già, di per sé, una riflessione utile. Tuttavia, per quanto riguarda l’episodio, questo ha già avuto luogo, l’azione nociva è già stata portata a termine.

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