Lettera di un Dirigente Scolastico ai suoi Insegnanti

Il mio caro amico e collega Piercarlo Romeo ha condiviso con me la lettera che il preside di un liceo americano aveva l’abitudine di inviare ai suoi insegnanti, all’inizio di ogni anno scolastico.


Mi ha davvero colpito, ecco perché ho deciso di proportene la lettura...

Caro professore,

sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere:

 

camere a gas costruite da ingegneri istruiti,

bambini uccisi con veleno da medici ben formati,

lattanti uccisi da infermiere provette,

donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università.

 

Diffido - quindi – dell’educazione.

 

La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani.

I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.

 

La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.

 

Tratto da “Les mémoires de la Shoah” di Anniek Cojean (“Le Monde”, 29 aprile 1995).

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Commenti: 15
  • #1

    Massimo Nardi (domenica, 01 febbraio 2015 10:43)

    È un'immagine assai cruda, ma efficace, esagerata, ma veritiera, di cosa può accadere se, nel nostro essere insegnanti, favoriamo il divorzio tra educazione e istruzione.

  • #2

    Marina (domenica, 01 febbraio 2015 11:27)

    Lavorando in un professionale, ho spesso il problema contrario: 'Prof. ma che mi servono la matematica, la grammatica?'. Ma la stessa risposta: ' Ti servono a diventare un uomo/una donna, un cittadino migliore'.

  • #3

    Roberta (domenica, 01 febbraio 2015 11:53)

    Sono pienamente d'accordo con il messaggio. Il compito principale di un insegnante è quello di essere maestro di vita. Tanta forza hanno le parole, ma tanta forza in più ha l'esempio. Dobbiamo essere persone credibili in aula e nella vita.

  • #4

    Paola (domenica, 01 febbraio 2015 13:55)

    Grazie Alberto per questa lettera!

  • #5

    August (domenica, 01 febbraio 2015 14:30)

    Roberta, hai colto il nocciolo della questione: "Dobbiamo essere persone credibili in aula e nella vita" .
    Io non voglio giudicare nessuno, ogni insegnante ha i mezzi per giudicarsi da se' , se vuole farlo veramente e sinceramente. Ma quando io ero dall' altra parte, piu' in basso della cattedra, giudicavo eccome. Ho avuta molta fortuna, ho avuto tanti insegnanti che ora so esser stati eccellenti, e che forser allora non capivo appieno. Ma ne ho avuti altri, che non auguro a nessuno di aver come docenti ! Ecco, questi io vorrei capissero il tuo messaggio, ed il mio, Roberta. Perche' potrebbero esser migliori, basterebbe fossero anche solo piu' umani. E invece son li', purtroppo. Coi loro legami le loro raccomandazioni magari, fors'anche con i loro "lei non sa chi sono io" talvolta non detti per pudore residuo.
    Preghiamo per loro, che nessuno chieda loro conto domani dei possibili mostri che potrebbero generare, e che abbiano colleghi, come ce ne son tanti, sconosciuti, che tengono basso profilo, ma che fanno, che danno, e che formano ovviando anche al non esserci con l'anima in quel che fanno,quando lo fanno, dei loro colleghi di cui parlavo dianzi. Forza, Roberta, Marina, e Paola; FORZA!!

  • #6

    Cristina (domenica, 01 febbraio 2015 14:37)

    ... credibili e coerenti innanzitutto a partire da noi stessi perché poi noi andiamo con rispetto a "sfiorare l'anima" dei nostri alunni e lasciamo in loro, e anche in noi, la traccia di un vissuto condiviso. Ritrovo ora nella memoria non soltanto gli sguardi, ma anche le parole, i pensieri e gli esempi dei miei maestri che mi parlavano di saper essere e non soltanto di saper fare ...

  • #7

    carlo (domenica, 01 febbraio 2015 14:49)

    Non serve nessun commento

  • #8

    Elena (domenica, 01 febbraio 2015 15:43)

    Bellissima lettera, dovrebbe far riflettere e è credere che il nostro lavoro e' davvero una missione

  • #9

    Elena (domenica, 01 febbraio 2015 16:55)

    Bellissime parole, che secondo me si accordano perfettamente con quella visione dell'insegnamento per cui si contribuisce a costruire le "teste ben fatte" dei nostri alunni con un lavoro in cui le discipline sono solo strumenti e/o opportunità formative, mai oggetti d'interesse e meno che mai degli obiettivi. Molti lo sanno, peccato però che altrettanti non sempre se lo ricordano.

  • #10

    cinzia (lunedì, 02 febbraio 2015 06:56)

    Bello, tutto bello...bella lettera, belle parole, belle riflessioni, intanto la Scuola e l'Invalsi se ne infischiano di tutto e chiedono risultati.

  • #11

    Lucia (lunedì, 02 febbraio 2015 08:59)

    Purtroppo, senza risalire alla lezione svilita della Shoah, anche oggi basta guardarsi intorno per vedere la formazione dell' "umanità" dei bambini trascurata, a dir poco fraintesa, più spesso negata. Il coraggio del vero insegnante sta nel non farsi "spaventare" dalle scartoffie e quando non le si può bypassare piegarle al proprio scopo, questo richiede professionalità e competenza, ma è possibile!

  • #12

    monica (lunedì, 02 febbraio 2015 19:07)

    Tutto molto vero,prima il rapporto umano poi tutto il resto

  • #13

    Tiziana (martedì, 03 febbraio 2015 06:53)

    Prima il rapporto umano...bypassare le scartoffie, voglio vedervi quando vi chiederanno conto dei risultati invalsi scadenti se parlerete di tutto questo! Purtroppo siamo noi ad essere valutati per primi ed in primo luogo dai nostri stessi dirigenti che ci mettono sotto accusa davanti a pagelle che non vorrebbero vedere solo per paura di ricorsi. Io non so in quali scuole insegnate voi, ma, credetemi, in tanti casi (purtroppo davvero tanti!) ti puoi sforzare all'inverosimile con i gruppi di livello differenziati, con il rapporto umano, con schede strutturate e quant'altro, ma quando ti accorgi che ti devi accontentare di mettere un 6 (perchè i voti bisogna metterli, o no?) perché quel 6 lo vuoi per forza vedere tu, allora capisci che la scuola italiana è davvero a livelli bassissimi.

  • #14

    Elena (giovedì, 05 febbraio 2015 16:45)

    Cara Tiziana, la lettera mette in evidenza l 'umanità' che noi docenti dovremmo utilizzare "in primis" nei confronti dei nostri ragazzi, la burocrazia compresa la valutazione non ci deve preoccupare, tu "docente" continua ad essere quello che realmente sei...il resto verrà' da se' pensa positivo. Ciao e buon lavoro!

  • #15

    Mario Guzzardi (martedì, 02 giugno 2015 05:19)

    L'umanità, la comprensione, l'empatia, la fratellanza, la cristianità (anche, e per me soprattutto, in senso laico) non si possono insegnare con le chiacchiere o con i teoremi: si insegnano con l'amore, con l'umanità, con la comprensione... in una parola con l'esempio. Tutto il resto è tempo perso.