Jacopo Lubich - Homework Tutor e Consulente DSA

Jacopo è un Homework Tutor per studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Laureato e specializzato in ambito umanistico, segue il percorso formativo con l’AID (Associazione Italiana Dislessia) e prosegue gli studi con un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Lavora con metodologie didattiche specifiche e riconosce e potenzia gli stili di apprendimento e gli stili cognitivi messi in pratica durante lo studio, sostenendo e incoraggiando l’autostima e la metacognizione. Instaura inoltre rapporti collaborativi con il corpo docente ed è punto di riferimento per le famiglie in materia di DSA.

"Tutto è difficile, prima di diventare facile."

- Thomas Fuller -

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Tutti i contributi di Jacopo

ChatGPT: dovremmo vietarlo nelle nostre scuole?

È la riflessione di questi ultimi giorni riguardo a ChatGPT e il suo utilizzo da parte di studenti.

ChatGPT è un prototipo di chatbot basato sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento automatico (machine learning) specializzato nella conversazione con un umano.

Le sue applicazioni sono le più disparate: il gioco domande/risposte, riassunti di testi, traduzioni di testi difficili in concetti semplici, traduzioni in lingua diversa, creazione di codice, generare saggi e temi e tante altre.

Ma indovinate un po’ che utilizzo ne fanno gli studenti? “Scrivi un riassunto dei Malavoglia”, “Scrivi un testo in cui si compara la poetica di Ungaretti con quella di D’Annunzio”, “Spiega le differenze tra cellula vegetale e animale” e così via.
I testi sono attendibili, per lo più corretti e, a volte, sono proprio indistinguibili da testi scritti da persone umane. Al di là dei limiti naturali di ChatGPT (alcuni molto gravi come inventare fatti da nulla o riprodurre odio e pregiudizi nei testi) è, dal punto di vista pedagogico, una grande potenzialità.

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Come ottimizzare le verifiche per DSA

Con la legge 170 sappiamo che i ragazzi con DSA devono raggiungere gli stessi obiettivi della classe, ma può (spesso deve) cambiare il modo di aiutare a raggiungerli. Soprattutto per quanto riguarda le verifiche. 

Come Tutor mi sono spesso trovato a supportare i docenti per trovare il modo di ottimizzare le verifiche per i loro studenti DSA.
Ottimizzare vuol dire fare in modo che il docente riesca a valutare correttamente l’apprendimento di conoscenze e competenze dello studente senza rischiare di dare un giudizio al Disturbo Specifico, che interviene spesso “a gamba tesa”. 

Ogni studente è diverso, ma ci sono degli accorgimenti che possono aiutare quasi tutti e voglio condividere con voi questo video.

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La luce in fondo al tunnel

 Molto spesso per gli studenti che presentano un Disturbo Specifico dell’Apprendimento il momento della diagnosi, e soprattutto della restituzione, è vissuto come una luce in fondo al tunnel.

Questo è vero soprattutto per quegli studenti che arrivano tardivamente alla valutazione e che quindi sperimentano, per un periodo piuttosto lungo, un forte senso di inadeguatezza e addirittura di frustrazione rispetto alla scuola e all’apprendimento, senza capire bene perché non riescono in quei compiti che per tutti gli altri invece risultano semplici e automatici.

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(Proporre) Problemi Matematici: cinque errori da evitare

Il Consiglio Europeo indica tra le competenze chiave per l’apprendimento permanente la competenza matematica, intesa come  “l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi nelle situazioni quotidiane”.

La risoluzione di problemi viene posta dunque come uno dei temi centrali dell’insegnamento della matematica, eppure sono davvero molti gli studenti che mostrano incertezze e difficoltà in questa attività.

 

In particolare, parlando degli studenti con Disturbo Specifico dell’Apprendimento, le difficoltà specifiche in lettura, scrittura e calcolo possono interferire con la capacità di risolvere problemi matematici.

 

Infatti si tratta di un processo cognitivo complesso che richiede molte abilità, alcune delle quali possono essere deficitarie negli alunni con DSA, come ad esempio la comprensione del testo o la memoria di lavoro, intesa come mantenimento delle informazioni nella mente, mentre hanno luogo altri processi.

Vediamo insieme quali sono i cinque errori più comuni da evitare nel proporre questo tipo di compito agli alunni con Disturbo Specifico e quali invece le buone prassi da seguire.

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Scuola e PDP

Mi trovo a constatare che sempre più la Scuola mostra delle difficoltà nel convivere con la dimensione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Come pedagogista e tutor sto notando che quest'anno, iniziato a settembre 2021, sta accadendo qualcosa di comune in tante scuole: si stanno calpestando con estrema leggerezza i diritti degli studenti DSA.

 

Non è mia intenzione accusare nessuno, voglio solo sollevare la questione e riflettere insieme a voi.

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Le misure dispensative: le 6 cose da sapere

All’inizio di ogni anno scolastico, entro la fine di novembre, viene stilato il P.D.P. o Piano Didattico Personalizzato secondo le indicazioni della Legge 170 del 2010. All’interno del documento c’è la sezione che riguarda le “misure dispensative” in cui si dice che l’alunno può essere dispensato: dalla lettura ad alta voce, dal prendere appunti, dai tempi standard, dal copiare dalla lavagna, dalla dettatura di testi/appunti, da un eccessivo carico di compiti e dallo studio mnemonico delle tabelline.

 

Approfondiamole insieme...

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La lezione in classe: 5 consigli fondamentali

Tutti noi sappiamo che le lezioni possono essere impegnative e complesse per qualunque studente, per i ragazzi con Disturbo Specifico d’Apprendimento lo sono ancora di più. Dobbiamo ricordarci che la maggior parte degli studenti con DSA hanno difficoltà di attenzione: ma non perché essi non riescano a prestare attenzione a qualcosa, bensì perché prestano attenzione a tantissime cose nello stesso momento. Ogni rumore, ogni voce, ogni movimento dentro la classe è motivo di focalizzazione dell’attenzione. In questo modo capiamo benissimo che più stimoli sensoriali esistono e più è difficile scegliere a quale dare maggiore attenzione e concentrazione.

Per questo gli studenti con DSA appaiono spesso “distratti” o “stanchi”: distratti per il motivo appena detto, stanchi perché prestare energia e attenzione a tutti questi stimoli esaurisce molto prima la loro “batteria”. Ci ricordiamo di quanto fossero stancanti le prime lezioni di guida? Dovevamo prestare attenzione a tante cose simultaneamente, senza averle ancora automatizzate. Ecco, per questi studenti funziona esattamente così... Cosa fare?

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Schemi, mappe mentali e concettuali: quali sono le differenze?

Fortunatamente sempre più docenti utilizzano supporti grafici e tecnologici alle loro spiegazioni. Ricordiamoci che il ragazzo con Disturbi Specifici dell’Apprendimento il più delle volte apprende meglio integrando i medium di accesso delle informazioni, facendo interagire cioè il campo verbale scritto con quello verbale uditivo, con quello visuale e quello cinestesico (legato al movimento e di tipo esperienziale fisico).

Un corretto utilizzo della LIM può fare davvero la differenza nell’apprendimento di uno studente. Si possono costruire delle “mappe vive”, cioè con collegamenti a video, immagini e testi audio che facilitano lo studio o possono approfondire alcuni argomenti.

Ma qualora non ci fossero queste tecnologie, il docente può comunque preparare degli ausili grafici per l’argomento trattato, ci sono infatti molti software in rete per progettare mappe mentali e concettuali (molti gratuiti).

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La collaborazione fra il tutor DSA e i Docenti

Il Tutor DSA supporta gli studenti a casa, ma si rapporta costantemente con i Docenti in modo da avviare una comunicazione chiara, diretta ed efficace per raggiungere obiettivi comuni.

Una volta che la famiglia ha presentato alla scuola il Tutor di riferimento, inserendolo anche sul PDP e tramite delega o presentazione diretta di persona, egli può sviluppare una relazione duratura e proficua con i Docenti.

Gli incontri tra Tutor e docenti sono fondamentali per disegnare insieme il quadro della situazione didattica ed emotiva dello Studente  ̶  egli a casa vive un’esperienza completamente diversa rispetto a scuola  ̶  e garantiscono un accesso più facile e veloce nella risoluzione dei problemi. Una buona collaborazione aiuta a fare in modo che un piccolo problema iniziale non diventi insormontabile dopo qualche mese.

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Chi è il TUTOR DSA?

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di una nuova figura di riferimento in ambito scolastico-didattico, il Tutor DSA, chiamato anche Tutor degli Apprendimenti o Homework Tutor.

 

Il Tutor è un professionista in materia di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, laureato e specializzato nei DSA con certificazioni (Master Universitari, Abilitazioni presso strutture riconosciute a livello nazionale come Aid, etc.) che, grazie ad un percorso formativo specifico, è in grado di leggere e comprendere le diagnosi e valutare le caratteristiche dello studente per progettare un lavoro individualizzato.

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