Un adolescente alla scoperta della vita - (un articolo scritto dal pedagogista Alessandro D'Ortenzi)

“Una nave in porto è sicura, ma non è per questo che sono state costruite le navi.”

 

L'americano G. M. Hopper riflette, su questa  frase, sul senso della vita, illuminando la componente dell'incertezza come variabile cardine dell'intera esistenza. Tutti noi vorremmo stare ormeggiati al porto, tra l'ombra delle palme ed il suono della risacca, coccolati e rassicurati, ma la nostra responsabilità è levare l'ancora e salpare.

 

Quando immagino questa scena nella mente, mi ritorna alla memoria Alessandro adolescente: un giovane impacciato e titubante nei vari contesti sociali...

Ero sensibile, pieno d'energia, ma mi percepivo tuttavia come un “Super man” contemporaneo, immortale ed invincibile.

In quel periodo avevo poca chiarezza su quali fossero le mie potenzialità e risorse interiori; non sapevo come muovermi e dove canalizzare tutta questa energia. Ad oggi, riflettendo con più maturità, vedo in quella scorza sprezzante, tipica degli adolescenti, un bisogno celato di risposte, punti di riferimento e chiarezze.

 

Voi lettori adesso vi starete chiedendo: “Ma cosa centra questa autoanalisi spiccia, con il ruolo del Coach e come può questa figura essere un supporto concreto per un adolescente?”

 

In realtà c'entra eccome. Quando trattiamo di coaching, difatti, parliamo di un professionista in grado di facilitare la scoperta di risorse interiori e nuovi punti di vista; una figura che promuove il cambiamento, orientando e persuadendo il cliente, verso la scoperta del proprio potenziale e dei propri talenti; egli si occupa della performance a trecentosessanta gradi, aiutando il proprio coachee a risolvere problematiche o raggiungere obiettivi.

Ovviamente un coach non è un mago, che sventolando la propria bacchetta magica risolve problemi o illumina le persone, come accadde sulla strada di Damasco a San Paolo. Relazionandosi con un periodo delicato come quello adolescenziale, è consigliato promuovere un intervento in rete, anche con uno psicologo o psicoterapeuta, ove necessario.

Svolgere questo percorso permette di realizzare un intervento efficace, facendo sperimentare al giovane esperienze emozionali correttive.

 

Ma nello specifico che cosa sono e come possono aiutare un adolescente nello sviluppo del proprio potenziale?

 

Ad oggi, diversi orientamenti della psicologia e della medicina concordano sull'affermare che il  cambiamento, in una persona, avvenga attraverso la sperimentazione di un'esperienza emozionale correttiva: esperienza vissuta consapevolmente dal soggetto, che permette di generare un'emozione forte, correggendo gradualmente la sua percezione della problematica, evolvendola in tal modo verso qualcosa di nuovo.

 

Attuare un percorso di coaching per un giovane, quindi, rappresenta un'opportunità di costruire il proprio veliero, salpare tra le onde in modo più consapevole e riprogettare la rotta durante il viaggio, a seconda delle correnti e degli imprevisti lungo il tragitto.

 

Per ottenere un traguardo simile, è necessario aver a disposizione protocolli di intervento ben strutturati, efficaci ed efficienti. Tu hai i tuoi?


Protocolli di Coaching (12 ore)

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Commenti: 2
  • #1

    Elisa (domenica, 20 giugno 2021)

    Grazie ad Alessandro e a Metadidattica! Lo avessi avuto io un coach scolastico ai miei tempi! � chissà di diventarlo io per qualcuno ��‍� un giorno… W la scuola!

  • #2

    Piercarlo (domenica, 20 giugno 2021 11:59)

    Alessandro, gazie per l'articolo e per gli interessanti spunti.