È possibile giocare questa partita? Uno spunto sulle tecniche di Problem Solving per la Scuola

La scacchiera rappresentata nel disegno qui a fianco e simile a quelle che si trovano tutte le settimane nei fascicoli di rompicapo venduti in edicola.

Lo schema di gioco "fotografato" rappresenta una partita di scacchi già iniziata che l'appassionato deve continuare, con l'intento di riuscire a fare scacco matto (raggiungere un obiettivo) o uscire da una situazione di impasse (risolvere un problema).

 

La stessa dinamica si presenta quando ci troviamo di fronte ad una criticità scolastica: da un lato vogliamo raggiungere un obiettivo, dall'altro è necessario "gestire" una situazione problematica che altrimenti minerebbe il benessere nostro e delle persone verso cui abbiamo responsabilità.

 

Ma che c'entra una scacchiera con la quotidianità?

Ho voluto portare alla tua attenzione l'esempio degli scacchi non tanto perché questo gioco rappresenta l'emblema dell'approccio strategico, ma anche perché ci aiuta in un attimo a comprendere come mai nell'applicazione del modello di Problem Solving sviluppato dal prof. Giorgio Nardone, non sia necessario (né tantomeno utile) andare alla ricerca del perché.

 

Mi spiego meglio: una delle fasi più importanti del modello di Problem Solving appena citato è l'analisi funzionale del problema sul quale vogliamo intervenire. In particolare, questa componente problem oriented del modello prevede l'uso di domande d'indagine volte a raccogliere informazioni. Le domande saranno quindi orientate a scoprire COSA accade, COME accade, QUANDO, DOVE, CHI è coinvolto, QUANTO è esteso/frequente il problema.

 

Come avrai di certo notato, il modello NON prevede un indagine delle cause (PERCHÈ): l'esempio della scacchiera fa presto ad illuminarci. Ad un bravo scacchista, servirà conoscere come si è svolta la partita fino a quel momento? Sarà utile comprendere le ragioni per le quali si è arrivato fino a quella condizione di gioco?

 

Sicuramente no, tanto che un appassionato potrebbe potenzialmente portare avanti 10, 100, 1.000 partite diverse contemporaneamente: ogni schema necessiterà della sua indagine e della sua strategia d'azione.

 

Quanto tempo passiamo a cercare di comprendere le cause scatenanti un problema (nostro o altrui)? Quante volte tentiamo di spiegare i motivi per i quali ci si trova di fronte ad una criticità?

 

Siamo sicuri che sia sempre una scelta funzionale (e strategica) interrogarsi in tal senso?

 

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