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Gli articoli, le interviste, i pareri degli esperti e tutto quello che può accompagnarti nella tua "lettura formativa": puoi trarre ispirazione e spunti pratici da ogni riga messa a tua disposizione...

 

Qui in basso trovi le ultime 3 risorse pubblicate, da leggere subito. Se vuoi accedere all'archivio completo, clicca qui.

Non prenderla sul personale!

Una delle dinamiche disfunzionali che riscontro più spesso nei gruppi di lavoro (e sto parlando di adulti!!) è quella che potremmo definire "l'arte di prenderla sul personale". Per vederla anche da un'altra prospettiva, potremmo parlare della tendenza ad interpretare come riferiti a sé tutta una serie di comportamenti altrui, in realtà indipendenti dalla nostra presenza.

Facciamo subito qualche esempio: un Collega non partecipa attivamente ad un progetto? Interpreto il suo atteggiamento come un rifiuto di collaborare con me, magari a causa di un'antipatia provata nei miei confronti o una mancanza di stima nel mio modo di lavorare. Un Alunno non si impegna durante le mie lezioni, a differenza di quelle dei miei Colleghi? Ecco che scatta il pensiero che lo faccia di proposito per farmi innervosire o perché non mi rispetta come figura di riferimento.

 

Potremmo continuare a lungo la lista di esempi, ma ci siamo capiti...

 

Quali sono gli effetti deleteri di questo modo di approcciare alla realtà che ci circonda?

Continua a leggere e scopri i rischi più frequenti e una possibile soluzione al problema...

 

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Dire, capire, fare, migliorare: siamo sicuri?

Durante i corsi di formazione che tengo in giro per l'Italia, mi capita spesso di ascoltare chi mi dice: "Non so quante volte gliel'ho detto... non vuole proprio capirlo!!". Come se non bastasse, ogni tanto intercetto anche commenti del genere: "Eravamo arrivati a concordare sul fatto che fosse utile fare quel passo, ma non c'è proprio verso: siamo sempre punto e a capo!!". E ancora: "Siamo riusciti a fargli compiere quel passo, ma la situazione non è cambiata...".

In questo articolo voglio raccontare come mai le affermazioni scritte qui sopra svelano tre trappole molto insidiose, nelle quali tutti cadiamo molto spesso.

 

In sostanza finiamo per illuderci che DIRE corrisponda necessariamente a FAR CAPIRE, che aver capito garantisca un FARE e che questo generi a sua volta un MIGLIORARE: non è (quasi mai) così!!

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3 tipologie di domande per migliorare la qualità della nostra comunicazione

Quante tipologie di domande esistono? Al di là del loro contenuto, in che modo la forma dei quesiti che poniamo ai nostri interlocutori influenza la conversazione e la relazione?

Se ti va di approfondire questo aspetto cruciale della comunicazione, clicca qui e leggi l'articolo che ho scritto per il blog di FYM, la società per la quale lavoro e con la quale sviluppo i progetti proposti da MetaDidattica.

Scoprirai la differenza tra domande chiuse, domande aperte e domande ad alternativa di risposta: ciascuna tipologia genera effetti nei nostri interlocutori che è bene non sottovalutare!

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Gli ultimi articoli scritti per i "siti amici"

Dida-tech: intervista alle autrici del sito per la didattica innovativa e inclusiva!

Voglio presentarvi Emilia Sansonetti e Simona Restauri, le autrici del neonato sito Dida-Tech: l'ho trovato molto interessante, perché pieno zeppo di proposte innovative, nate dalla passione di due Insegnanti che ogni giorno sperimentano ciò che propongono, con l'obiettivo di offrire una didattica inclusiva.

 

Conosco Emilia dall'A.S. 2012/'13, anno in cui ho avuto il piacere di tenere con MetaDidattica un corso di formazione nella sua Scuola; Simona invece è stata per me una piacevole e nuova conoscenza.

 

Ho voluto intervistarle per presentare il loro nuovo Progetto ai lettori di MetaDidattica: buona lettura!

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Sintonia (e non semplice empatia) nelle relazioni d'aiuto

Nel Coaching, come in qualsiasi relazione d'aiuto, è fondamentale sintonizzarsi con i bisogni, le esigenze e le difficoltà che sta vivendo la persona alla quale vogliamo rivolgere il nostro supporto.

Credere nella necessità di un rapporto empatico può creare una paradossale condizione di ineffecacia: una delle tentate soluzioni più comuni è proprio questa. Si finisce per vivere le stesse sensazioni/emozioni che vive l'altro, smarrendo la via per fornirgli un supporto che gli permetta di superare le sue difficoltà.

Mi fa piacere proporti la lettura dell'articolo che ho scritto per il blog dell'Associazione di categoria A.Co.I. (Associazione Coaching Italia), alla quale sono iscritto come Coach Professionista nell'ambito scolastico e life. Clicca qui per leggere l'articolo...

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