Archivio completo articoli

Scuola e PDP

Mi trovo a constatare che sempre più la Scuola mostra delle difficoltà nel convivere con la dimensione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Come pedagogista e tutor sto notando che quest'anno, iniziato a settembre 2021, sta accadendo qualcosa di comune in tante scuole: si stanno calpestando con estrema leggerezza i diritti degli studenti DSA.

 

Non è mia intenzione accusare nessuno, voglio solo sollevare la questione e riflettere insieme a voi.

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La responsabilità dell'apprendimento (Carla Scala)

A metà luglio sono stati resi noti i risultati delle Prove Invalsi che hanno messo in evidenza le carenze in diverse aree degli studenti in Italia. La mia prima reazione ad essere sincera è stata “Bella scoperta! Bastava ascoltare il coro dei docenti che segnalavano le innumerevoli difficoltà della DaD e il bilancio quotidiano delle loro osservazioni durante le lezioni a distanza!”. La seconda riflessione è stata “Magari ora si prenderanno in seria considerazione le urgenze del mondo scolastico con investimenti adeguati su persone e cose: ci stiamo giocando il futuro del Paese!”. Ma la terza riflessione è legata al coaching: un buon coach deve soprattutto responsabilizzare il suo coachee. Altrettanto dovrebbe fare un insegnante strategico.

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Il paradosso dell'apprendimento

L'apprendimento è un processo tutt'altro che lineare: come esperti del cambiamento, protagonisti in prima linea del nostro e facilitatori di quello vissuto dai nostri studenti, dovremmo conoscere quello che mi piace definire "il paradosso dell’apprendimento".

 

Parto con un proverbio cinese al quale sono molto affezionato: “Le tegole che ti ripareranno dalla pioggia è bene che tu le costruisca quando c’è il sole”.

 

Nelle parole di questo adagio tradizionale è conservato il germe del paradosso di cui ti parlerò  in questo articolo.

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Il verbo LEGGERE non sopporta l'imperativo (Carla Scala)

Questo affermavano Gianni Rodari e Daniel Pennac e di questo è sostenitore il mio collega, il “maestro dei libri”.

Cosa c’è di meglio di un bel libro per catturare l’attenzione degli alunni e introdurre l’argomento della lezione? Basta chiedere al “maestro dei libri”: lui saprà sicuramente consigliarti il testo giusto! È un vero appassionato di libri che riesce a trasmettere la sua passione ai bambini senza imporre nulla, ma creando mille occasioni di lettura.

Ha un vero arsenale di libri pronti a colpire l’attenzione di ogni alunno, anche di quello più ostile alla lettura! Ogni volta che entra in una libreria esce con un nuovo libro per i bambini dell’infanzia e della primaria, scovando testi originali e di qualità.

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La motivazione è tutto... ne siamo sicuri? - (un articolo scritto dal pedagogista Alessandro D'Ortenzi)

Quanto volte abbiamo sentito dire: “Non ci sei riuscito perché non ci hai creduto abbastanza”, oppure “Devi credere in te stesso, pensa in positivo!”

Vi risuonano familiari questi frasi? A me sì. Specie quando chi mi stimolava in tal senso erano amici, familiari, insegnanti o figure che godevano della mia fiducia e stima. Quando ricevevo queste risposte, durante l'adolescenza, il risultato era un senso di frustrazione che mi faceva percepire non all'altezza dei miei obiettivi.

Ma siamo sicuri che per poter raggiungere traguardi, o risolvere le nostre problematiche dobbiamo perpetuare unicamente queste teorie?

Sicuramente motivarsi, o promuovere un dialogo con se stessi sotto una lenta positiva, ha i suoi vantaggi, ma non esiste in qualche modo una panacea universale, una formula magica, valida per tutti, per sviluppare il nostro pieno potenziale come individui. Questo perché, come esseri umani, non viviamo unicamente di logiche causa effetto. Mi spiego meglio.

 

 

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Un adolescente alla scoperta della vita - (un articolo scritto dal pedagogista Alessandro D'Ortenzi)

“Una nave in porto è sicura, ma non è per questo che sono state costruite le navi.”

 

L'americano G. M. Hopper riflette, su questa  frase, sul senso della vita, illuminando la componente dell'incertezza come variabile cardine dell'intera esistenza. Tutti noi vorremmo stare ormeggiati al porto, tra l'ombra delle palme ed il suono della risacca, coccolati e rassicurati, ma la nostra responsabilità è levare l'ancora e salpare.

 

Quando immagino questa scena nella mente, mi ritorna alla memoria Alessandro adolescente: un giovane impacciato e titubante nei vari contesti sociali...

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Caterina e la storia che non voleva raccontare (un articolo scritto da Dominga Meloni)

Caterina (è un nome di fantasia) è una mia studentessa di biennio. 

 

Già dalle prime battute dell'anno scolastico si rivela estremamente  presente a se stessa, attenta, con buone capacità di analisi e un'ottima proprietà di linguaggio, che spende, però, in rare occasioni, a meno che non debba intervenire come rappresentante di classe o perché "interrogata".

 

Tra DIP e DAD il trimestre procede a scatti: aperture e chiusure - soprattutto chiusure-  improvvise costringono lei, come tutti gli altri studenti, a un esercizio di resilienza che, in molti casi, va oltre le loro forze, per non parlare delle nostre, in qualità docenti: rimodulazione continua delle modalità di lezione e di verifica, e costante monitoraggio - è un impegno che in molti ci siamo presi-  anche dello stato d'animo dei ragazzi: nella classe di Caterina, in momenti diversi della DAD, cinque studenti si scoprono positivi,  ma collegandosi ogni giorno, riescono a non perdere una battuta; qualcun altro si sente prigioniero in casa e volentieri fuggirebbe dalla DAD e da situazioni complesse. Anche solo il mio costante "Come state?" a inizio lezione, cui spesso la risposta è il librarsi delle mani, come a dire "così così, prof", mi fa capire che non tira una bell'aria, né per loro, né per noi docenti. Ma tant'è: the show must go on e altro non ci è dato di fare.

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Capire, ma solo quanto basta!

Quanto ci piace capire!

Quando siamo alle prese con un problema, la cosa che ci viene più spontanea è cercare di capire perché il problema si è verificato. Lo facciamo quando vogliamo dare supporto ad uno Studente in difficoltà, quando insieme ai nostri Colleghi non riusciamo ad ottenere i risultati attesi, quando in autonomia non troviamo la chiave di volta per “svoltare”.

È più forte di noi: qualcosa non va e ne cerchiamo la causa. L’intenzione è più che degna: individuare la causa ci permetterà di risolverla, risolvere la causa dovrebbe inequivocabilmente risolvere il problema. O forse no?!

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DSA - Diritto al Salvagente Autorizzato? (Carla Scala)

Eccola! La vedo! Sta arrivando … a traino come sempre poverina! Il salvagente ha funzionato anche questa volta. “Dai ancora un’ultima bracciata e ti tiro sulla barca. Ci sei! Ora tieniti forte! Mi raccomando non mollare”. Sono cinque anni che andiamo avanti così però! Ormai stiamo arrivando in porto e dovranno tutti scendere dalla barca per salire su quella più grande. Inizierà il viaggio in un mare più vasto, con onde più alte e venti più forti. La immagino sulla nuova grande barca. Si aggirerà curiosa come sempre, ma come sempre si soffermerà su quei piccoli particolari insignificanti, mentre il resto della ciurma starà ben attenta a seguire la rotta e a imparare quanto più possibile su come governare la propria barca e come difendersi dalla tempesta. Quando l’onda arriverà più forte e il vento soffierà improvviso, lei non saprà dove trovare gli appigli a cui aggrapparsi e finirà di nuovo in mare! In quei momenti finora è arrivato un salvagente, un aiuto, che le permetteva di salire temporaneamente in barca, per poi ricascare alla prima ondata. Le servirebbe una scialuppa con un marinaio esperto che la affianchi e la aiuti a scoprire i trucchi per non cadere dalla barca. Sembrava che la scialuppa potesse finalmente essere in arrivo, invece è arrivato soltanto un carico di salvagenti da lanciare. In fondo se è sopravvissuta in questi cinque anni sopravvivrà anche i prossimi, fino allo sbarco definitivo. Poi si fermerà.  Avrà imparato qualcosa? Sicuramente a sopravvivere! Potrà dire “sono un marinaio esperto” o semplicemente dirà “sono una sopravvissuta”? Se le proporranno di salire su una nave lo farà di nuovo o girerà alla larga da tutto ciò che riguarda il mare?

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QUIZ sul problem solving - Mettiti alla prova!

Questa è la distribuzione di risultati che 599 persone finora hanno raggiunto nel nostro quiz sul problem solving: pensi di poter fare meglio? Per metterti alla prova, clicca qui e rispondi alle dieci domande che abbiamo studiato per te.

Una volta ultimata la tua prova, scoprirai subito il risultato ottenuto e riceverai un pdf con una spiegazione per ogni domanda... come sai, per MetaDidattica anche la valutazione vuole essere uno strumento di apprendimento!

 

P.S.: se non sarai soddisfatta/o del tuo risultato, puoi fare una delle tre cose che trovi indicate qui sotto... 👇🏻

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QUIZ sulla comunicazione - Mettiti alla prova!

Questa è la distribuzione di risultati che 455 persone finora hanno raggiunto nel nostro quiz sulla comunicazione: pensi di poter fare meglio? Per metterti alla prova, clicca qui e rispondi alle dieci domande che abbiamo studiato per te.

Una volta ultimata la tua prova, scoprirai subito il risultato ottenuto e riceverai un pdf con una spiegazione per ogni domanda... come sai, per MetaDidattica anche la valutazione vuole essere uno strumento di apprendimento!

 

P.S.: se non sarai soddisfatta/o del tuo risultato, puoi fare una delle tre cose che trovi indicate qui sotto... 👇🏻

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Le non materie: cosa (non) insegniamo ai nostri Studenti?

Due persone si incontrano su un treno durante un viaggio. Iniziano a parlare tra loro e ad un certo punto si rivolgono la fatidica domanda: “Di cosa ti occupi?”. Rispondendo, con piacevole sorpresa, scoprono di essere entrambi degli insegnanti. 

Alla successiva domanda “Cosa insegni?”, i due rispondono in modo diverso.

 

Il primo insegnante risponde elencando le due materie di sua competenza. 

 

Il secondo, invece, dà una risposta alquanto particolare...

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Come innovare la nostra didattica?

In questo periodo, sicuramente complesso e molto faticoso (sotto mille diversi punti di vista), è possibile sentirsi un po' demotivati e giù di corda: non c'è nulla di male, anzi... spesso, queste sensazioni sono la manifestazione di un "sovraccarico del sistema" dovuto alle circostanze.

Per riuscire a reagire in modo funzionale e ritrovare la giusta carica e l'entusiasmo di fronteggiare le indubbie difficoltà del momento, possiamo puntare sull'innovazione: "innovare" vuol dire infatti crescere, sentire evolvere le cose attorno a noi.

Come fare ad innovare? Ci sono strategie che ci permettano di agire deliberatamente su questo fattore?


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Cos'è il Coaching Scolastico?

In molti ci chiedono di aiutarli a comprendere più da vicino la natura del Coaching Scolastico: sembra facile intuire alcune caratteristiche di questa "relazione d'aiuto", ma altri connotati sfuggono a chi non ne conosce l'utilizzo.

 

Ecco perché ho voluto registrare questo video, paragonando il coaching ad una tecnologia sofisticata, in grado di seguire e facilitare il cambiamento.

 

E tu, che ne pensi? Sei mai entrato in contatto con un Coach Scolastico? Ne avresti mai avuto bisogno?


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Come costruire una buona relazione con una Classe "difficile"

Un paio di giorni fa mi è stata affidata per una giornata una Classe di circa 25 Studenti di un Master universitario piuttosto importante.

L'obiettivo della giornata era quello di lavorare sul cosiddetto team building: il gruppo Classe che avevo di fronte si era infatti costituito da pochissimi giorni e molte delle persone coinvolte nell'attività si sarebbero viste di persona per la prima volta proprio in occasione della giornata che avremmo trascorso insieme (i giorni precedenti, per alcuni di loro, i contatti erano avvenuti in streaming).

Una buona parte del gruppo con cui ho svolto le attività della giornata si è rivelata molto "impegnativa da gestire": leggi l'articolo per scoprire cosa è successo e quali strategie mi hanno aiutato...

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La vostra prima settimana di Scuola

In questo video Alberto ti presenta i primi risultati (aggregati) emersi dal sondaggio che in molti avete deciso di compilare (grazie!!).

 

Se vuoi conoscere più da vicino lo spaccato dei lettori di MetaDidattica e sapere come i tuoi Colleghi in tutta Italia hanno vissuto la loro prima settimana di Scuola, guarda il video qui accanto. Sono emersi alcuni aspetti direi significativi, che credo possano e debbano farci valorizzare il grande impegno che Scuole e Docenti hanno espresso finora per far iniziare al meglio quest'anno.


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Com'è andata la tua prima settimana di Scuola?

Che tu abbia già iniziato le lezioni con i tuoi Studenti o meno, ti chiediamo di cliccare qui e dedicare 2 minuti alla compilazione di questo breve sondaggio, per farci conoscere il tuo punto di vista circa questo nuovo inizio così particolare.

 

L'obiettivo è fare un rapido volo sul nostro Stivale, cercando di cogliere i sentori e le preoccupazioni più comuni.

Ne trarremo ispirazione per provare a dare il nostro contributo...

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ESTRATTO OMAGGIO del libro "La cultura del feedback"

Ti piacerebbe ricevere in omaggio un estratto del mio nuovo libro La cultura del feedback?

 

È un testo che ho scritto insieme al mio collega Piercarlo e che ho (finalmente!!) pubblicato poche settimane fa.

 

Per scaricarne gratuitamente la prima parte ed entrare nel fantastico mondo del feedback (sono esagerato?! Be', inizia a leggere e giudica tu!), clicca qui ed inserisci i tuoi dati: riceverai subito via email più di 30 pagine, da poter leggere, magari sotto l'ombrellone, da qualsiasi dispositivo.

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Quest'estate conta sul supporto di un Coach

Ti è mai capitato di avere la sensazione di non riuscire ad esprimere al meglio le tue doti, di fare fatica a portare avanti serenamente la tua professione o di non avere il tempo di realizzare alcuni progetti che ti stanno a cuore, dovendovi rinunciare?

 

Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, voglio proporti una soluzione che troverai senz'altro molto interessante, perfetta per il periodo estivo che è alle porte. Sto parlando di scegliere un percorso di coaching individuale e altamente personalizzato.

Clicca qui e scopri di che si tratta...

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Il raccolto ai tempi del colera - Libera riflessione della prof.ssa Sara

Mi sono ritrovata in questi giorni a vivere una situazione un po' particolare. Oltre ai tre giorni di vacanza dalle lezioni previsti dal calendario scolastico della mia regione, il Veneto, per via dell'emergenza che ha colpito l'Italia, ed in particolare il Nord Italia, abbiamo avuto questa settimana altri tre giorni di vacanza.

 

Un po' spinta dal desiderio di non far perdere ai miei studenti l'allenamento rispetto alle competenze su cui si stanno esercitando in questo periodo, e un po' spinta anche dal desiderio di far sentire loro anche un'aria di normalità, mi sono interrogata su come fare a mantenere con loro un legame, anche se a distanza.

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Il costo del cambiamento: facciamo un bilancio

Da quanti anni insegni? Quanti cambiamenti, eclatanti o minimali, ti sono passati davanti? Quanti di questi sono stati per te occasione di crescita e quanti, invece, fonte di preoccupazioni o delusioni?

 

Ogni volta che incontriamo una nuova Classe, ogni volta che affrontiamo un nuovo argomento, ogni volta che avviamo un progetto, siamo protagonisti del cambiamento.

Ma il cambiamento non è soltanto nelle novità: il cambiamento permea praticamente ogni istante della nostra vita professionale e personale. Quando ci informiamo stiamo in parte cambiando punto di vista, quando parliamo (o non parliamo) con qualcuno stiamo modificando la nostra relazione con quella persona...

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Appena arrivati? Ecco come inserirci in un nuovo gruppo

Qualche giorno fa, in questa sezione del sito dove è possibile inviarci richieste di supporto su casi specifici, ci hanno descritto la seguente questione:

 

Buongiorno,

mi chiamo Elisa e ho 47 anni. Sono laureata in Lingue e ho fatto diversi percorsi di approfondimento in comunicazione e in PNL ma ho sempre lavorato come assistente di direzione e poi come commerciale in una società di leasing. Per vari motivi che in virtù della sintesi non sto ad elencare, ho cambiato percorso; ho acquisito i 24 cfu e dopodomani ho la mia prima supplenza in una scuola media.  Per ora non ho ricevuto alcuna informazione o consegna da parte della scuola. Sono Emozionata ma anche... un po' in panico :D. Ho visto un video circa le tre domande per conoscere la classe e presentarsi e sicuramente lo utilizzerò per rompere il ghiaccio e imparare i nomi dei ragazzi. Al pomeriggio avrò gli scrutini. SOS. Come posso sopravvivere senza sapere assolutamente NULLA?  Grazie sin da ora. Un saluto cordiale

 

Di seguito la prima risposta inviata via email e poi qualche approfondimento che possiamo fare insieme...

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Dobbiamo diventare etologi anziché perdere la pazienza

Molto spesso, sia nella vita personale che in quella professionale, mi trovo di fronte a comportamenti o dinamiche che mi fanno saltare i nervi, mi mettono a disagio o mi fanno provare delusione e amarezza.

Ma sarebbe impensabile avere a che fare soltanto con persone che si comportano in modo irreprensibile e compatibile con le mie preferenze o i miei valori. Per questo ogni tanto ricordo a me stesso quel proverbio indiano che dice: "Anziché cercare di ricoprire il mondo di tappeti, faresti meglio ad investire in un buon paio di pantofole." Seguendo questo insegnamento è da un po' di anni che trovo molto utile mettere in atto un espediente, tanto semplice quanto efficace. Scopri quale...

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Non dire "Studia di più!"

"Cosa deve fare mio figlio per avere la sufficienza?"

"Semplice, signora, deve studiare di più!"

Questo dialogo, quante volte l'ho sentito fare, raccontare, riportare... Adesso vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse cosa significa "studiare di più". Perché, mi spiace, ma l'attività di "studiare", non possiede una unità di misura, quindi dire che bisogna studiare di più, tecnicamente, non ha alcun senso.

So bene che ci sono studenti che studiano superficialmente, per pochissimo tempo, senza metodo, o distrattamente, e posso dire di averne incontrati un gran numero: proprio per questo mi sono posta diverse volte la questione in merito al miglioramento del loro apprendimento. Ho scritto guide...

 

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Presenta la tua candidatura per un "dialogo metadidattico"

Ho pensato di organizzare dei "dialoghi metadidattici”!

 

Quest’anno voglio inaugurare l'Anno Scolastico in modo nuovo. L’idea mi è venuta pensando ai seminari tenuti in tutta Italia negli ultimi anni: il valore aggiunto, generato grazie al confronto avuto in aula con voi Docenti, è sempre stato inestimabile. Sono nate nuove idee, strategie innovative per gestire dinamiche complesse, collaborazioni e, perché no, anche amicizie di valore!

 

Per questo motivo quest’anno ho pensato di aprire veri e propri confronti, con chi di voi ne avrà voglia. Lo faremo online, utilizzando lo strumento della diretta Facebook (sarà quindi facile collegarsi, basterà avere una buona connessione): partiremo da un tema inerente la Scuola, scelto direttamente da chi si candiderà per il “dialogo metadidattico”. Continueremo scambiandoci idee, domande, risposte, proposte, riflessioni… sarà una vera e propria chiacchierata di una mezz’oretta. Tutto quello che verrà fuori sarà un’opportunità da cui trarre spunto o sulla quale aprire approfondimenti successivi.

 

Gli spazi a disposizione per il primo ciclo di “dialoghi metadidattici” saranno sei: sceglierò quelle che presenteranno il tema più interessante per i nostri lettori.

Se ti va di candidare il tuo argomento ed incontrarci per un caffè virtuale (offro io!! :P ), clicca qui e parlami della tua idea!

Vi aspetto numerosi… chissà che non riusciremo ad attivare fin da subito due cicli di “dialoghi metadidattici"!

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Attenzione a non andare a caccia di soluzioni

Quotidianamente facciamo i conti con i problemi: grandi, piccoli, datati, più recenti, aggrovigliati, apparentemente semplici... ogni volta è una scommessa, una faticosa scommessa.

Una delle cose che ci richiede più dedizione e maggiore attenzione è la ricerca di possibili soluzioni da mettere in pratica per riuscire a migliorare la situazione. Questo passaggio però, seppur ragionevole e diffuso, rappresenta una delle trappole più insidiose dei nostri processi di problem solving (più o meno consapevoli).

Cosa rende questa ricerca tanto spontanea quanto deleteria? Clicca qui e leggi l'articolo scritto da Alberto per il blog FYM...

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Le misure dispensative: le 6 cose da sapere

All’inizio di ogni anno scolastico, entro la fine di novembre, viene stilato il P.D.P. o Piano Didattico Personalizzato secondo le indicazioni della Legge 170 del 2010. All’interno del documento c’è la sezione che riguarda le “misure dispensative” in cui si dice che l’alunno può essere dispensato: dalla lettura ad alta voce, dal prendere appunti, dai tempi standard, dal copiare dalla lavagna, dalla dettatura di testi/appunti, da un eccessivo carico di compiti e dallo studio mnemonico delle tabelline.

 

Approfondiamole insieme...

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La lezione in classe: 5 consigli fondamentali

Tutti noi sappiamo che le lezioni possono essere impegnative e complesse per qualunque studente, per i ragazzi con Disturbo Specifico d’Apprendimento lo sono ancora di più. Dobbiamo ricordarci che la maggior parte degli studenti con DSA hanno difficoltà di attenzione: ma non perché essi non riescano a prestare attenzione a qualcosa, bensì perché prestano attenzione a tantissime cose nello stesso momento. Ogni rumore, ogni voce, ogni movimento dentro la classe è motivo di focalizzazione dell’attenzione. In questo modo capiamo benissimo che più stimoli sensoriali esistono e più è difficile scegliere a quale dare maggiore attenzione e concentrazione.

Per questo gli studenti con DSA appaiono spesso “distratti” o “stanchi”: distratti per il motivo appena detto, stanchi perché prestare energia e attenzione a tutti questi stimoli esaurisce molto prima la loro “batteria”. Ci ricordiamo di quanto fossero stancanti le prime lezioni di guida? Dovevamo prestare attenzione a tante cose simultaneamente, senza averle ancora automatizzate. Ecco, per questi studenti funziona esattamente così... Cosa fare?

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Come impostare una buona relazione educativa: la posizione one-down

Come Insegnanti, Genitori o Responsabili, siamo chiamati a guidare, promuovendo al contempo l'autonomia e la crescita della/e persona/e di cui ci occupiamo.

Un compito apparentemente paradossale, ma arrivano in nostro soccorso gli strumenti sviluppati dal coaching: una consulenza di processo che accompagna lo sblocco, il sostegno e lo sviluppo delle performance del coachee (chi riceve il servizio di coaching).

 

Ti invito perciò a leggere l'articolo che ho scritto per il blog del sito FYM, la società per la quale lavoro come docente e direttore didattico della Scuola di Coaching: clicca qui...

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Schemi, mappe mentali e concettuali: quali sono le differenze?

Fortunatamente sempre più docenti utilizzano supporti grafici e tecnologici alle loro spiegazioni. Ricordiamoci che il ragazzo con Disturbi Specifici dell’Apprendimento il più delle volte apprende meglio integrando i medium di accesso delle informazioni, facendo interagire cioè il campo verbale scritto con quello verbale uditivo, con quello visuale e quello cinestesico (legato al movimento e di tipo esperienziale fisico).

Un corretto utilizzo della LIM può fare davvero la differenza nell’apprendimento di uno studente. Si possono costruire delle “mappe vive”, cioè con collegamenti a video, immagini e testi audio che facilitano lo studio o possono approfondire alcuni argomenti.

Ma qualora non ci fossero queste tecnologie, il docente può comunque preparare degli ausili grafici per l’argomento trattato, ci sono infatti molti software in rete per progettare mappe mentali e concettuali (molti gratuiti).

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