RAI SCUOLA

Raffaello Sanzio da Urbino, il web doc di Rai Cultura (gio, 02 apr 2020)

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Scuola@casa News. Fan Fiction (lun, 06 apr 2020)

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I mestieri del cinema (gio, 26 mar 2020)
  Il cinema è un’arte, la settima e la più giovane. Ed è un fenomeno sociale, mediatico e culturale tra i più importanti del XIX secolo. Ma chi fa cinema non è solo un artista: è un professionista in tutto e per tutto, che ha studiato e si è preparato per contribuire alla creazione di un prodotto, il Film. La macchina cinema è in realtà una complessa e articolata filiera che coinvolge una gran quantità di figure tecniche e artistiche, ognuna con specifiche competenze, impegnate in un lavoro di gruppo che parte con l’ideazione della sceneggiatura del prodotto e si conclude con l’emissione della fattura per il noleggio dei mezzi tecnici. Dal regista al produttore, dall’attore al montatore, al direttore della fotografia, al costumista, allo sceneggiatore, allo scenografo fino al responsabile degli effetti speciali, sono tanti i mestieri che contribuiscono a formare e a far funzionare la complessa macchina del cinema. In queste prime 5 puntate del format I Mestieri del Cinema, abbiamo intervistato Beppe Lanci, direttore della fotografia; Andrea Sorrentino a Giovanna Arena sulla creazione dei costumi e del trucco di scena; lo sceneggiatore Andrea Garello; Daniele Tomassetti Visual Effect Producer e, per la composizione delle colonne sonore, Sergio Bassetti, docente di Suono al Centro Sperimentale di Cinematografia, e il compositore Francesco Cara. Il materiale d'archivio, tratto dalle Teche Rai, riguarda il programma L'occhio magico (1991) di Giuseppe Ferrara e Giacomo Gambetti e il documentario del 2015 Al Centro del Cinema che racconta ottant'anni di attività del Centro Sperimentale di Cinematografia. Regia di Maria Tilli, Chiara Dainese, Gianandrea Caruso, Bernardo Pellegrini, Davide Minotti. 
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SPECIALE SPORT: PARLA GIANNI MURA (Thu, 26 Jan 2012)
  "Tra mito e fenomeno la differenza secondo me è che il mito è più duraturo del fenomeno. Il fenomeno può essere anche moda di un momento. Il mito è più duro da buttar giù" In occasione della Giornata Mondiale dello Sport, vi riporponiamo questa intervista al giornalista Gianni Mura, recentemente scomparso, esperto di temi e problematiche sociali legate a questo fenomeno. La storia dello sport sembra tessersi sulla storia della sua ricezione: dall`era pretelevisiva delle gesta e degli eroi immersi in una dimensione fantasiosa, raccontata nel tempo, all`era della televisione, dei miti e dei fenomeni onnipresenti sul piccolo schermo, fino all`era dei social network, dei miti globalizzati, resi ancora più grandi dalla condivisione diffusa. Lo sport crea miti, fenomeni, ma crea anche esempi da seguire, perché per assurdo, come dice lo stesso Mura, allo sportivo vengono richieste qualità morali superiori al politico. I miti e le leggende subiscono lo sguardo severo del giudizio dei fans, interdetti tra lo splendore delle vittorie deistiche e l`opacità delle miserie umane. L`elenco è lungo ma valgano per tutti quelli di Maradona e Pantani. La storia dello sport è fatta anche di storie dei vari sport. Mura si sofferma su quella del ciclismo dai fasti del periodo Coppi-Bartali all`ultimo spettacolo vero degli anni di Pantani, fino alla totale cupezza del ciclismo dei nostri giorni in cui il fascino anacronistico dello sport senza tempo pare perdersi nell`ambigua storia dei fenomeni attuali.  
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