di Alberto De Panfilis
Settembre nelle scuole italiane è un momento strano e intenso. La pausa estiva sembra essere durata un soffio e, varcata la soglia dell’aula per i primi collegi o i corsi di formazione sulle relazioni scolastiche, si riaccendono subito le solite sfide: le classi complesse, il confronto con colleghi e dirigenti che non ci siamo scelti, la fatica di capirsi al volo.
Quando incontro gli insegnanti all’inizio dell’anno scolastico, c’è un’immagine che amo condividere per fare chiarezza: “il fosso si scava da due lati”. Nelle relazioni scolastiche c’è sempre una corresponsabilità, ma quanto e come scava l’altro (lo studente oppositivo, il genitore agitato, il collega distante) non dipende direttamente da noi. Quello che possiamo fare è curare con maestria il nostro lato del fosso, agendo sulla nostra sfera di influenza per fare meno fatica e ottenere più soddisfazione.
Ed è proprio per presidiare questo lato del fosso che in MetaDidattica abbiamo deciso di portare nella scuola la cultura del feedback.
Sarei curioso di sapere quali cambiamenti sono nati dalle insegnanti che sono state in aula con noi. Già adesso, ad un mese dal rientro, saranno visibili.
Perché il feedback è la vera svolta?
Spesso a scuola si confonde il feedback con la valutazione formale o, peggio, con il solito “cazziatone”. Ma to feed significa letteralmente nutrire: il feedback è un’informazione di ritorno specifica pensata per nutrire la persona che la riceve e far crescere la relazione.
Ecco i tre motivi per cui allenare la cultura del feedback fin dal rientro di settembre cambia radicalmente il clima di lavoro:
- Supera l’illusione del “buon senso”: Il semplice buon senso non basta per evitare incomprensioni. Per comunicare una criticità senza far scattare le difese altrui serve un protocollo preciso (come il nostro modello FA SPESA), che misura la Febbre emotiva, crea Accordo e usa l’effetto telecamera per essere duri con il problema, ma morbidi con le persone.
- Ci rende “inoffendibili” nell’ascolto: Un insegnante strategico non deve solo saper dare feedback, ma deve imparare a riceverli con equilibrio. Attraverso il modello SAGRA (Silenzio, Ascolto, Grazie o Autorivelazione, Raccolta differenziata, Azione), impariamo a metabolizzare anche le critiche più indigeste senza prenderle sul personale e senza reazioni d’impulso.
- Crea reciprocità e fiducia: Abituarsi a “andare a caccia di feedback” chiedendo ai colleghi o agli studenti “Dal tuo punto di vista, c’è qualcosa che potrei migliorare?” evita di diventare “porte blindate” e costruisce un’alleanza di lavoro profonda e trasparente.
Iniziare l’anno scolastico con la cultura del feedback significa smettere di subire le dinamiche relazionali e iniziare a governarle con efficacia, efficienza ed eleganza.
Ti auguro un anno ricco di ascolto, esperimenti e buone conversazioni!
Un caro saluto,
Alberto De Panfilis
MetaDidattica – Imparare ∞ Insegnare






