
(a te che custodisci il “cuore verde” della scuola)
di Alberto De Panfilis
Se c’è una cosa che abbiamo imparato nei nostri anni a contatto con migliaia di docenti in tutta Italia, è che il 5 ottobre si porta dietro una strana ambivalenza.
Da un lato ci sono le celebrazioni ufficiali: le ricorrenze istituite dall’UNESCO nel 1994 per ricordare la carta del 1966 sullo status dei docenti, i discorsi istituzionali sull’importanza dell’istruzione, le lettere di ringraziamento o le belle parole spesi sui giornali.
Dall’altro lato, però, c’è la realtà di tutti i giorni.
C’è la sveglia che suona presto, l’aula da gestire, la burocrazia dell’area grigia che sembra divorare il tempo, la sensazione di correre una maratona a ostacoli e, ammettiamolo con trasparenza, quella sottile solitudine che spesso si prova quando si chiude la porta della classe e ci si ritrova da soli di fronte a trenta ragazzi, ciascuno con il proprio universo di bisogni, paure ed emozioni.
Ecco perché oggi non voglio farti una lezione di storia né propinarti una retorica stucchevole. Oggi voglio parlare a te, alla persona che c’è dietro (o davanti) la cattedra.
Il tema di quest’anno: Spezzare l’isolamento
Non è un caso che l’UNESCO punti i riflettori su un principio cardine: ripensare l’insegnamento come una professione collaborativa.
In MetaDidattica diciamo da sempre una cosa: “il fosso si scava da due lati”.
Nelle relazioni scolastiche — con gli studenti, con le famiglie, con la dirigenza o tra colleghi — non possiamo controllare quello che fa l’altro lato. Ma possiamo curare con maestria il nostro lato del fosso e, soprattutto, possiamo smettere di scavare da soli.
L’isolamento è la trappola più grande in cui rischia di cadere un insegnante. Quando pensiamo di dover risolvere ogni problema da soli, per timore di mostrare fragilità o per la paura dell’impopolarità, finiamo per prosciugare la nostra bottiglia delle energie. E quando la bottiglia si svuota, a farne le spese è la cosa più preziosa che abbiamo: il nostro cuore verde, quella passione originaria che ci ha spinti a scegliere questo mestiere meraviglioso e faticoso.
Tre regali strategici da farti (e fare ai tuoi studenti) oggi
Per rendere questo 5 ottobre non solo una giornata di celebrazione, ma un momento di vera svolta e consapevolezza professionale, ti invito a mettere in pratica tre piccoli atteggiamenti strategici:
- Fai la “raccolta differenziata” delle tue energie
Distingui nettamente ciò che rientra nella tua sfera di influenza (il tuo tono di voce, il tuo stile comunicativo, la tua empatia, la preparazione del tuo intervento) da ciò che appartiene all’area grigia e non puoi cambiare (le norme ministeriali, il carattere degli altri, la burocrazia). Dedicare energie mentali a ciò che non puoi controllare è il modo più rapido per andare in burnout. Concentrati solo su ciò che puoi influenzare oggi.
- Trasforma la sala professori in una rete di supporto
Non aver paura di chiedere aiuto o di condividere una difficoltà. Andare da un collega e dire: “Su questo aspetto della classe mi sento in stallo, tu come ti muoveresti?” non diminuisce la tua autorevolezza, la moltiplica. La cultura del feedback e della collaborazione tra pari è lo scudo più potente contro lo stress relazionale.
- Sii “Duro col problema, ma morbido con le persone” (e con te stess*!)
Smetti di pretendere la perfezione da te stess* al primo colpo. L’insegnamento è un processo circolare fatto di tentativi, piccoli errori corretti e micro-svolte quotidiane. Quando una lezione non va come previsto o un colloquio diventa teso, non colpevolizzarti: analizza la situazione con laicismo, chiediti “Come funziona il problema?” e fai il primo più piccolo passo per ricalcolare la rotta.
Il mio augurio per te
Agli studenti che oggi ti regaleranno un sorriso o un pensiero, a quelli che invece ti metteranno alla prova testando i tuoi limiti, e a tutti i colleghi con cui condividi i corridoi: grazie.
Grazie per la pazienza, per la cura, per la dedizione silenziosa e per tutte le volte in cui hai scelto di rimanere umano anche dentro un sistema complesso.
Difendi il tuo cuore verde, allenati ogni giorno a diventare un insegnante strategico e ricordati che non sei solo/a in questo viaggio. La nostra community è qui proprio per fare strada insieme.
Buona Giornata Mondiale degli Insegnanti e… datti il permesso di sentirti come ti senti (non c’è bisogno di forzarsi)!
Un caro saluto,
Alberto De Panfilis
MetaDidattica – Imparare ∞ Insegnare
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