C’è un modo per “farsi sentire”, riuscendo al contempo a rispettare chi ci sta attorno?

Come si può evitare che gli altri alzino difese nei confronti di ciò che gli diciamo?

Guarda il video che trovi in alto e scopri come può essere semplice comunicare agli altri le tue esigenze, il tuo disappunto, il tuo dissenso o la tua rabbia, riuscendo a rispettare fino in fondo chi hai di fronte e… a conoscere te stesso/a.

Questo è possibile attraverso la tecnica dell’AUOTRIVELAZIONE ed i MESSAGGI IO.

Scopri come questi possano contribuire a migliorare i rapporti scolastici (e, perché no, anche personali)… anche i più difficili.

Buona sperimentazione! 😉

Published On: 05 Ottobre 2013Categories: BlogTags: 6 Comments on Autorivelazione e messaggi IO

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  1. Dino Troncatti 6 Ottobre 2013 at 10:13 - Reply

    Caro Alberto, che dire….? Grazie! I tuoi spunti aprono delle finestre dalle quali entra aria fresca! Ho spesso fatto il contrario di quello che proponi, alzando delle barricate con conseguenze che puoi immaginare. Mi sono sentito deluso, stanco, demotivato senza riuscire a comunicare bene le mie sensazioni. Se avessi applicato il tuo suggerimento, che non mancherò di sperimentare, molte situazioni si sarebbero risolte in altro modo! Ti farò sapere com’è andata!

  2. Rosanna 6 Ottobre 2013 at 10:52 - Reply

    Ottimi consigli soprattutto utili per conoscere meglio se stessi…e di conseguenza agire! Spesso mi sono lasciata trascinare dall’emotivita’ e come soluzione ho tentato di trattenere il tutto con conseguenze sulla salute. Proverò i tuoi suggerimenti e ti farò sapere. Grazie.

  3. Claudia Paternoster 6 Ottobre 2013 at 18:07 - Reply

    Illuminante! Seguirò la tua “ricetta” e ti farò sapere come è andata!

  4. Dino Troncatti 6 Ottobre 2013 at 18:35 - Reply

    Una domanda per Alberto e per coloro che hanno deciso di sperimentare la tecnica dell’autorivelazione e dei messaggi io. Molto chiara la ricetta. Stavo però riflettendo, in particolare, sui termini da usare nel ” io mi sento”. Per farvi un esempio, in relazione a una data situazione, potrei sentirmi profondamente irritato. Devo comunicare il mio http://www.metadidattica.com/stato d’animo in questo modo o usare dei termini più sfumati come ad esempio ” non sono affatto contento”, ” sono arrabbiato”, ….. Cosa ne pensate? E poi qual è il momento giusto e il contesto ideale per affrontare queste situazioni?

  5. Mariaelvira 5 Gennaio 2014 at 16:52 - Reply

    grazie, ottimo consiglio da sperimentare sicuramente.

  6. Rosa Iorio 6 Aprile 2014 at 11:11 - Reply

    Mi “sento” di dire che questa strategia è utile in tutti i campi per migliorare la propria comunicazione sia come committenti sia come destinatari della stessa.In particolare mi ha colpita la seconda fase “della tua ricetta” , quella della obiettività nel raccontare e quell’attenzione rivolta a descrivere solo ciò che è reale:è uno sforzo che spesso noi docenti non facciamo mentre continuiamo a dire durante i colloqui con i genitori o magari nei consigli: il tale alunno è aggressivo senza descrivere cosa in realtà fa l’alunno durante le attività.Certo mettere l’accento sulle sensazioni che si provano in quel particolare momento di scelta , poi riportare il dato oggettivo e poi aggiungere ciò che si prova in “quegli istanti” ovviamente in momenti contesti opportuni non può che migliorare la propria autostima e la stima di chi abbiamo di fronte, perchè ci sentiremo davvero capaci di argomentare senza la paura di offendere o di umiliarci.