DSA e DSL - Apprendimento e Linguaggio

A tua disposizione, in questa sezione del sito, i contributi ed il supporto della dott.ssa Viviana Vinci, logopedista esperta nella prevenzione e nel trattamento dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e dei Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) e del dott. Jacopo Lubich, homework tutor per Studenti con DSA e esperto di stili di apprendimento.


Salve! Sono Viviana Vinci e sono una "LogoMamma".

 

Mi occupo di disabilità da oltre dieci anni. Poco più che maggiorenne, durante uno dei soggiorni estivi che svolgevo con ragazzi affetti da disabilità grave, l’incontro con una ragazza con ritardo mentale, che non parlava, ha fatto nascere in me la curiosità per i meccanismi che stanno alla base del linguaggio.

 

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Jacopo è un Homework Tutor per studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Laureato e specializzato in ambito umanistico, segue il percorso formativo con l’AID (Associazione Italiana Dislessia) e prosegue gli studi con un Master sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Lavora con metodologie didattiche specifiche e riconosce e potenzia gli stili di apprendimento e gli stili cognitivi messi in pratica durante lo studio, sostenendo e incoraggiando l’autostima e la metacognizione. Instaura inoltre rapporti collaborativi con il corpo docente ed è punto di riferimento per le famiglie in materia di DSA.

 

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Gli ultimi contributi relativi al mondo DSA

DSA - Diritto al Salvagente Autorizzato? (Carla Scala)

Eccola! La vedo! Sta arrivando … a traino come sempre poverina! Il salvagente ha funzionato anche questa volta. “Dai ancora un’ultima bracciata e ti tiro sulla barca. Ci sei! Ora tieniti forte! Mi raccomando non mollare”. Sono cinque anni che andiamo avanti così però! Ormai stiamo arrivando in porto e dovranno tutti scendere dalla barca per salire su quella più grande. Inizierà il viaggio in un mare più vasto, con onde più alte e venti più forti. La immagino sulla nuova grande barca. Si aggirerà curiosa come sempre, ma come sempre si soffermerà su quei piccoli particolari insignificanti, mentre il resto della ciurma starà ben attenta a seguire la rotta e a imparare quanto più possibile su come governare la propria barca e come difendersi dalla tempesta. Quando l’onda arriverà più forte e il vento soffierà improvviso, lei non saprà dove trovare gli appigli a cui aggrapparsi e finirà di nuovo in mare! In quei momenti finora è arrivato un salvagente, un aiuto, che le permetteva di salire temporaneamente in barca, per poi ricascare alla prima ondata. Le servirebbe una scialuppa con un marinaio esperto che la affianchi e la aiuti a scoprire i trucchi per non cadere dalla barca. Sembrava che la scialuppa potesse finalmente essere in arrivo, invece è arrivato soltanto un carico di salvagenti da lanciare. In fondo se è sopravvissuta in questi cinque anni sopravvivrà anche i prossimi, fino allo sbarco definitivo. Poi si fermerà.  Avrà imparato qualcosa? Sicuramente a sopravvivere! Potrà dire “sono un marinaio esperto” o semplicemente dirà “sono una sopravvissuta”? Se le proporranno di salire su una nave lo farà di nuovo o girerà alla larga da tutto ciò che riguarda il mare?

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Le misure dispensative: le 6 cose da sapere

All’inizio di ogni anno scolastico, entro la fine di novembre, viene stilato il P.D.P. o Piano Didattico Personalizzato secondo le indicazioni della Legge 170 del 2010. All’interno del documento c’è la sezione che riguarda le “misure dispensative” in cui si dice che l’alunno può essere dispensato: dalla lettura ad alta voce, dal prendere appunti, dai tempi standard, dal copiare dalla lavagna, dalla dettatura di testi/appunti, da un eccessivo carico di compiti e dallo studio mnemonico delle tabelline.

 

Approfondiamole insieme...

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La lezione in classe: 5 consigli fondamentali

Tutti noi sappiamo che le lezioni possono essere impegnative e complesse per qualunque studente, per i ragazzi con Disturbo Specifico d’Apprendimento lo sono ancora di più. Dobbiamo ricordarci che la maggior parte degli studenti con DSA hanno difficoltà di attenzione: ma non perché essi non riescano a prestare attenzione a qualcosa, bensì perché prestano attenzione a tantissime cose nello stesso momento. Ogni rumore, ogni voce, ogni movimento dentro la classe è motivo di focalizzazione dell’attenzione. In questo modo capiamo benissimo che più stimoli sensoriali esistono e più è difficile scegliere a quale dare maggiore attenzione e concentrazione.

Per questo gli studenti con DSA appaiono spesso “distratti” o “stanchi”: distratti per il motivo appena detto, stanchi perché prestare energia e attenzione a tutti questi stimoli esaurisce molto prima la loro “batteria”. Ci ricordiamo di quanto fossero stancanti le prime lezioni di guida? Dovevamo prestare attenzione a tante cose simultaneamente, senza averle ancora automatizzate. Ecco, per questi studenti funziona esattamente così... Cosa fare?

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