Un contibuto del professor Giacomo Stella, presidente dell’Associazione Italiana Dislessia (AID), sui Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

Inoltre il confronto con la realtà vissuta nella scuola dopo l’introduzione della Legge 170, descritto da Raffaele Ciambrone (del Ministero dell’Istruzione) – “…strumenti compensativi, misure dispensative e, soprattutto, una didattica innovativa. Questo è importante.”

Condividi l'articolo sui social

Ti potrebbe interessare…

Lascia un commento

  1. MONICA DANIELE 16 Marzo 2013 at 14:58 - Reply

    Ho un figlio , e brutte esperieze con la scuolastatale italiana,volevo dire con gran numero di insegnanti.

  2. Emilia 16 Marzo 2013 at 21:46 - Reply

    Sono una docente di scuola primaria ,statale,italiana,e sto portando a termine un master sui DSA proprio per essere competente e adottare una didattica inclusiva dunque una didattica attiva che mette al centro il bambino DSA in tutte le sue specificità.E’ importante creare una classe inclusiva, un ambiente che non solo non pone barriere all’apprendimento di alcun alunno ma che lo facilita attivamente fornendogli le condizioni idonee allo sviluppo del suo massimo potenziale. E’ vero quello che dice la signora Monica ma piano piano gli atteggiamenti stanno cambiando lentamente…con difficoltà!Io ci provo e spero di non far soffrire nessun bambino a prescindere dai disturbi specifi…dai BES…dalle difficoltà!Auguri a Monica e al bambino!

  3. Viviana 16 Marzo 2013 at 22:29 - Reply

    Purtroppo non dovrebbe essere una questione di fortuna, i bambini hanno tutti diritto ad avere insegnanti formati, preparati o per lo meno che abbiano voglia di mettersi in gioco.
    Fortunatamente ci sono insegnanti che investono tante energie e in un momento storico in cui le esigenze sono tante e diverse trovare una maestra che sta per completare un master sui BES ci fa tirare un sospiro di sollievo!!!!

  4. Emilia 17 Marzo 2013 at 16:38 - Reply

    E’ verissimo tutti i bambini o adolescenti hanno il diritto di avere insegnanti formati purtroppo sappiamo che non è così! Io sono convinta che solo noi insegnanti possiamo far “risorgere” la scuola pubblica ma dobbiamo crederci e sono necessari docenti preparati e appassionati…la passione e la professionalità sono elementi fondamentali !Nel caso specifico dei DIS è indispensabile lavorare in rete con altre figure professionali e non chiudersi a riccio di fronte ad una nuova didattica e dire:”Ma io sono 30 anni che insegno e mi va bene così”! In questo modo ci saranno sempre bambini che soffriranno e appena possibile abbandoneranno la scuola!

  5. Rosa 21 Febbraio 2015 at 9:53 - Reply

    Finchè la formazione professionale è lasciata a discrezione del singolo insegnante e a suo totale carico economico (per corsi di formazioni davvero significativi e di un certo spessore si devono spendere somme anche ingenti, non parliamo dei fine-settimana intensivi in giro per l’Italia), credo si sia poco autorizzati a lamentarsi della classe docente. Pertanto nella nostra scuola davvero è una questione di “fortuna”!!!

  6. Alberto De Panfilis 24 Febbraio 2015 at 20:04 - Reply

    Qualche mese fa, confrontandomi con un Dirigente Scolastico della provincia di Reggio Emilia, ho ricevuto uno spunto che mi ha fatto riflettere, perciò lo condivido: l’Italia è l’unico, o forse uno dei pochi, paesi in Europa dove i Docenti hanno diritto alla formazione, mentre la Scuola ha il dovere di erogarla. Altrove invece la Scuola (e la società) ha il diritto di avere Docenti formati e questi hanno il dovere di aggiornarsi.

    Che la situazione non sia delle più rosee sono d’accordo: condivido meno l’opposizione verso quei corsi (anche costosi) che ciascuno può frequentare per far crescere la propria professionalità… perché no?