Un giovane viandante, passeggiando per il bosco in una calda mattinata estiva, incontrò lungo il sentiero un boscaiolo intento a segare un grosso tronco.

Il giovane notò subito le gocce di sudore che cadevano dalla fronte dell’uomo impegnato con quel lavoro così duro.

Anche il nonno del viandante era stato un boscaiolo: l’aveva sempre visto lavorare con impegno quando, da piccolino, lo portava con sé in giardino per mettere in ordine la legna appena tagliata.

Fu così che il giovane notò subito che qualcosa non andava; il filo della sega che il boscaiolo stava utilizzando era molto rovinato e questo poteva dire soltanto una cosa: buona parte di quello sforzo l’uomo avrebbe potuto risparmiarselo, se solo si fosse fermato per qualche minuto a mettere a punto il suo strumento.

Fu così che, con una pacca sulla spalla del boscaiolo e un sorriso sulle labbra, il viandante si fece avanti e disse: “Buonuomo, che gran caldo che fa… ho visto quanto impegno state mettendo nel tagliare questo tronco. Ho notato che forse potreste pensare di rifare il filo alla sega. Sapete, mio nonno era boscaiolo e ho notato subito che nel vostro attrezzo qualcosa non sta andando come potrebbe.”

Senza fermarsi e continuando a lavorare sotto al sole, il boscaiolo commentò: “Lasciatemi lavorare voi, non mi disturbate… non vedete che sono molto impegnato?”.

Published On: 25 Giugno 2013Categories: BlogTags: , 9 Comments on Il boscaiolo e il viandante

Condividi l'articolo sui social

Ti potrebbe interessare…

Lascia un commento

  1. Annamaria 30 Giugno 2013 at 21:37 - Reply

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

  2. santa tiralongo 30 Giugno 2013 at 22:36 - Reply

    Non è facile accettare consigli.. noi sappiamo fare sempre tutto!!!!!

  3. attilio 30 Giugno 2013 at 23:28 - Reply

    quant’è importante sapere accettare i buoni consigli.

  4. Maria Giulia 1 Luglio 2013 at 7:45 - Reply

    Mi sembra di intravedere un insegnante che cerca di far capire a un ragazzo un metodo di studio per imparare più velocemente e meglio. Ma lo studente per tanti motivi stupidi che ben conosciamo si rifiuta di ascoltare o di mettere in pratica. Costa così tanto essere un pochino umili per imparare da altri? Che tristezza!!

  5. Patrizia Stefanelli 1 Luglio 2013 at 8:09 - Reply

    A me sembra di vedere molti insegnanti che continuano svolgere il loro lavoro in modo tradizionale impiegando molta fatica e molti sforzi (perché oggi è innegabile che i ragazzi sono cambiati), senza mai fermarsi ad aggiornarsi ritenendo il tempo impiegato in questa azione un’inutile perdita di tempo…..

  6. maria bonaria 2 Luglio 2013 at 7:44 - Reply

    concordo con le conclusioni di maria giulia di patrizia e di santa …se fossimo tutti più umili e disponibili al confronto quanta fatica si risparmierebbe!…e tanto tempo verrebbbe impiegato al meglio… il nostro compito di docenti è anche quello formativo e molto dipende anche da noi se i ragazzi apprendono la disponibilità ad un apprendimento non più rigido, ma che contempli l’apertura a tutto tondo verso l’altro e a nuovi apprendimenti in un processo metacognitivo in divenire…

  7. salomonedonatella@gmail.com 2 Luglio 2013 at 16:43 - Reply

    Durante l’estate vorrei proprio aggiornarmi e migliorare il mio metodo di insegnamento per non rischiare di lavorare tanto e inutilmente come il boscaiolo.Buone vacanze a tutti . Donata.

  8. Maria Rita 3 Luglio 2013 at 1:04 - Reply

    Il boscaiolo è abituato alla fatica e sa cosa fare, magari non ha tempo per fermarsi e lavora. Quando avrà finito, sono certa che troverà modo per accomodare l’attrezzo e dedicarsi alle chiacchiere. Buona riflessione.

  9. loredana 3 Luglio 2013 at 13:59 - Reply

    Basta organizzarsi nel lavoro per ottenere un buon rendimento con minore spreco di energia; bisognerebbe ottimizzare le risorse interne ed esterne di ognuno di noi!