Caro Babbo Natale,

quest’anno vorrei tanto alcuni regali.

Vorrei tanto…

– Trovare la voglia di studiare

– Riuscire a dare ai miei genitori le soddisfazioni che meritano

– Avere Insegnanti entusiasti e curiosi

– Riuscire a capire cosa voglio fare da grande

– Avere degli insegnanti capaci di ascoltarmi (anche quando sembra che non mi importi nulla della Scuola… non è vero!)

– Andare d’accordo con i miei compagni

– Vedere gli insegnanti andare d’accordo

– Sentire la fiducia dei miei insegnanti (anche quando non riesco a comportarmi come vorrebbero)

– Imparare dalla scuola come relazionarmi agli altri

– Vedere i miei insegnanti entrare in classe felici e sorridenti

– Ricordare per sempre i miei anni di scuola come una delle esperienze più belle della mia vita.

Grazie!


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Lettera di uno Studente a babbo Natale – MetaDidattica
Lettera di uno Studente a Babbo Natale –
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  1. Marzia Iosimi 21 Dicembre 2014 at 12:15 - Reply

    Un po’ di anni fa, quando ho insegnato alle scuole medie ho imparato a conoscere meglio alcune realtà, ho capito che bisogna saper ascoltare chi ti chiede aiuto, non sempre direttamente, può darsi che un bambino ti chieda aiuto e comprensione, anche attraverso ciò che fa o dice a scuola.
    Visto che non ho figli, il mio percorso umano a scuola è migliorato grazie a quella breve parentesi con bambini a volte disagiati, poco curati dalle famiglie, o semplicemente desiderosi di un consiglio.
    La gratitudine non te la devi aspettare.Se hai seminato come devi, arriverà per dare nuova linfa al tuo essere docente, in qualsiasi contesto.
    Si impara tanto dalle esperienze proprie ed altrui.
    Questa piccola letterina vuol dire molte cose, tra noi docenti, spesso non c’è molto dialogo, spesso entriamo in classe con espressioni tristi, che comunicano negatività, poca voglia di mettersi in gioco.
    Ora con i ragazzi più grandi il dialogo lo devo cercare io, devo sempre usare tutte le mie energie per motivare quelle giovani menti, che ancora hanno le idee confuse, molta rabbia e poca voglia di fare.
    Il cellulare è diventato il loro punto di riferimento, purtroppo!