Vi presento la prof.ssa Miriam Paternoster, Docente di storia dell’arte, sperimentatrice MetaDidattica e “mamma” del blog arteascuola.com, premiato come “Best Art Blog of 2014” dal sito “The art of Education” (unico sito italiano arrivato tra i finalisti).

Ho avuto il piacere di incontrare Miriam in occasione di un corso di formazione MetaDidattica che ho tenuto a Bologna qualche settimana fa: ho conosciuto una professionista appassionata, entusiasta e pronta a mettersi in gioco, come Insegnante e come persona.

Di seguito l’intervista che Miriam ha rilasciato con piacere per tutti i lettori del blog MetaDidattica…

Miriam, da quanto tempo insegni?

Insegno dal 2008, ma con due anni di pausa passati in Regno Unito, quindi a conti fatti, solo da 5 anni…

Com’è nata l’idea del tuo blog?

Il blog è nato come una vetrina virtuale, dove esporre i disegni dei miei alunni. Mi è sempre piaciuta l’idea di dare soddisfazione ai ragazzi mostrando le loro opere ad un pubblico. Dopo qualche mese passato ad attaccare e staccare i lavori sui muri della scuola mi sono detta che c’era un modo più semplice, efficace, e sicuramente più universale: il web!

È stato subito un successo, oppure il Progetto ha richiesto un po’ di tempo/energie/frustrazione per decollare?

Per un anno e mezzo almeno mi è sembrato di lavorare quasi per “niente”, con poche visualizzazioni e pochi contatti, ma del resto non avrei mai immaginato di allargare tanto i miei confini. Ho letto molte storie di blogger, e tutti convengono che dietro il “decollo” di un sito ci sono sempre anni di lavoro, tempo, energie e passione, un investimento che viene premiato a lungo termine.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato?

All’inizio il tempo che dedicavo al blog non era compreso pienamente dalle persone più vicine a me, la mia famiglia mi vedeva impegnata in un “hobby” faticoso e dispendioso, tanto che ad un certo punto ho cominciato a non credere più nel mio progetto e ci ho quasi rinunciato. La fortuna è stata per me trascorrere due anni in Inghilterra con la mia famiglia. Lì ho avuto molto tempo da dedicare al blog e in qualche mese di lavoro, grazie alla collaborazione di una professionista e al sostegno di mio marito (finalmente convinto!) ho trasformato il blog in un sito vero e proprio, scritto in versione italiana ed inglese. Questo è stato il passo che ha fatto decollare a livello internazionale arteascuola.com.

Cosa ne pensano i ragazzi?

A livello didattico devo dire che pubblicare i lavori dei ragazzi fa sicuramente crescere la loro autostima. Sono molto fieri quando vedono che il loro disegno è valorizzato ed esposto, riconoscono le loro mani all’opera, si danno gomitate di orgoglio quando leggono i commenti di insegnanti italiani, americani, europei o australiani che lodano il loro talento. Durante la lezione ho sempre con me la macchina fotografica, e scelgo con cura i lavori da fotografare: mi accorgo che il ragazzino convinto di non fare abbastanza bene, o la ragazzina svogliata, hanno una motivazione in più nel finire il proprio lavoro, o nel farlo al meglio delle proprie capacità.

E i Genitori?

I genitori sono contenti della mia iniziativa, e sicuramente fieri dei loro ragazzi!

E i Colleghi?

Qualcuno a scuola si chiederà sicuramente chi me lo fa fare, ma la maggior parte si complimenta con me, soprattutto quando ci sono riconoscimenti pubblici come l’ultimo premio di “Best Art Blog of 2014” ricevuto questo gennaio. 

Parlando di colleghi la cosa più straordinaria del blog è che mi sta dando l’opportunità di conoscere centinaia di professionisti meravigliosi, di confrontarmi con loro e di scambiare tecniche, idee e lezioni. Con qualcuno siamo in contatto da anni pur non essendoci mai incontrati, praticamente siamo vecchi amici on-line. Mi è capitato di fare chiacchierate in contatto skype con insegnanti americani o inglesi che mi facevano visitare le loro aule e mi facevano conoscere i loro studenti… fantastico!

C’è qualcuno che non si lascia facilmente coinvolgere?

I problemi di coinvolgimento non sono tanto per il blog, non ho mai trovato uno studente che si rifiuti di far fotografare il suo lavoro o di farlo pubblicare. I problemi di coinvolgimento sono quelli giornalieri che si possono avere con ragazzini oppositivi, sfiduciati o poco motivati. In questi casi a volte il blog può servire per metterli in primo piano, per dar loro importanza e stima.

Quali idee hai in mente per il futuro?

Mi piacerebbe usare molto di più i video, perché li vedo uno strumento molto accattivante per i ragazzi ed utile per gli insegnanti. Mi piacerebbe trovare strategie nuove per l’insegnamento dell’Arte da confrontare e condividere con altri insegnanti. Da poco ho pensato di coinvolgere altri insegnanti, dedicando un post al mese alle idee più interessanti di docenti che magari non hanno l’occasione di pubblicare i loro lavori on-line. 

Vorrei continuare a divertirmi con la stessa passione e soddisfazione di oggi, ma non so figurarmi dove arriverà questa piccola avventura: è una strada un po’ in salita che non so esattamente dove porti.

Se potessi esprimere un desiderio?

Parlando di scuola? Diventare la miglior insegnante che possa diventare.

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  1. Anna Maria 10 Maggio 2017 at 3:52 - Reply

    Complimenti MIRIAM … !!! ��� !!! Dove possono essere pubblicati i lavori degli alunni ??? Grazie di esistere!!! �❤️�