Questi freddi giorni di gennaio devono essere riscaldati con qualche bella attività da sperimentare in classe.

Quale occasione migliore allora di leggere la bella esperienza condotta da Maurizia, una delle Sperimentatrici Selezionate da MetaDidattica?

Leggi quello che Maurizia ha messo in pratica all’inizio delle sue lezioni in Prima Elementare: fare l’appello delle emozioni con i suoi bambini le ha dato risultati molto positivi, permettendole di conoscerli ancora di più. Buona lettura…

Grandi cambiamenti per me in questo nuovo Anno Scolastico. Forse saranno coincidenze, ma da quando ho frequentato il corso di MetaDidattica mi sono caricata positivamente e ogni sfida che mi viene proposta la accetto e mi armo in anticipo per poterla affrontare e raggiungere nel tempo l’obiettivo prefissato.

Alcuni anni fa, partecipando ad un corso sulle intelligenze multiple, la formatrice ci propose come attività “l’appello delle emozioni”. Consiste in un appello, appunto, dove ogni bambino esprime il proprio stato d’animo, dandosi un voto da 1 a 10; inoltre se vuole può giustificare la votazione. Ricordo che fu una esperienza positiva ma non fu portata avanti per divergenza di opinioni tra colleghe.

Quest’anno mi è sembrata l’occasione propizia per riproporla ai miei bimbetti di prima dove sono insegnante prevalente. È stato un successone!! Non solo i bambini aspettano con ansia l’entrata in classe ma, poiché ancora non si rendono conto del valore dei numeri, si arriva a cifre stratosferiche come biliardi, oppure mila di milioni di miliardi o si aggiunge al numero un oggetto che caratterizza il periodo che stanno vivendo e quindi si arriva a duecento milioni di dolcetto o scherzetto, trecento bomboloni, centosettanta pipistrelli ecc.

I voti bassi sono stati alcuni e giustificati con motivazioni dovute a fatti esterni all’ambiente scolastico. Poiché ognuno voleva giustificare il proprio stato d’animo è scaturito un momento successivo che abbiamo chiamato “Maestra, lo sai che…” dove ognuno ha il diritto di raccontare ciò che vuole condividere con la classe e gli altri devono ascoltare in silenzio. Abbiamo realizzato un cartellone che porta questa scritta e nel momento in cui si attua, tempo massimo a disposizione 10 minuti complessivi, la maestra appende il cartello. Si è rivelato un momento importantissimo di condivisione dove, a seconda del problema esposto, può scaturire un’attività di circle time se si tratta di problematiche inerenti la routine scolastica. I bambini sono ancora piccoli per apprezzare i vantaggi dell’ascolto attivo e della cooperazione, ma penso che abituarli lentamente a condividere in questo modo sia importante per la loro crescita tanto quanto lo svolgimento delle altre attività didattiche.

Maurizia

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