Cosa succederebbe se eliminassimo del tutto il conflitto, come a volte richiesto dal mondo lavorativo?

Ne hanno parlato Valentina Artoni & Alberto De Panfilis in questa seconda puntata del Podcast di MetaDidattica, La Scuola Sbagliata.

In questo episodio:

  • Il conflitto come fonte di stimoli e come evidenza del fatto che si sta facendo tanto
  • Le trappole in cui potremmo cadere di fronte a un conflitto
  • Una metafora che illustra il conflitto e un piccolo aneddoto dal mondo del lavoro
  • Le competenze che può essere opportuno allenare come docenti
  • Un’attività da sperimentare in classe

Puoi ascoltare le puntate anche su Spotify e guardarle in versione video su YouTube.

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Ascolta “#7 Fare la spia” su Spreaker.

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  1. Carla Scala 5 Gennaio 2023 at 11:44 - Reply

    Ciao Valentina e Alberto! Grazie per questi spunti di riflessione; penso che sia utile avere un punto di vista da chi raccoglie poi i frutti del percorso scolastico per “aggiustare il tiro” e sviluppare competenze trasversali nei nostri alunni. Riguardo alla capacità di sapersi comportare adeguatamente all’interno del conflitto ho recentemente trovato spunti operativi utili per noi docenti nelle proposte del cosiddetto “Metodo Novara”. Il metodo “Litigare bene si può” inizia ad affrontare la gestione dei conflitti già a partire dal Nido e accompagna gli educatori (e i genitori) con indicazioni relative a tutto il percorso scolastico. Si tratta in realtà (da quel che ho capito) di semplici accorgimenti che si basano sul principio base che è normale avere discussioni con gli altri, che il conflitto non è da condannare ed evitare; si predispone un “conflit corner” con poche regole ben definite e condivise, dove il dialogo tra i contendenti è mediato da un oggetto che passa da uno all’altro permettendo l’alternarsi delle risposte, evitando sovrapposizioni e favorendo l’ascolto dell’altro. L’idea che mi ha colpito di più è il fatto che per la gestione del conflitto i bambini imparano ad evitare di tirare in ballo l’adulto di riferimento, ma gradualmente trovano da soli una soluzione utilizzando il dialogo, quindi imparano implicitamente a chiedersi “Cosa posso fare IO per risolvere il problema?”. Non ho ancora sperimentato l’efficacia del metodo e quindi non mi permetto di dare un giudizio, ma ho voluto condividerlo con voi visto l’argomento di oggi. Mi piacerebbe sapere se qualcuno lo conosce, lo ha già sperimentato e che cosa ne pensa. Spero di ricevere vostri feedback a riguardo.

  2. Alberto DP 5 Gennaio 2023 at 12:03 - Reply

    Ciao Carla! Ricordo che mi avevi già parlato di questo metodo: non lo conosco direttamente, ma da quello che mi racconti mi sembra proprio che sia valido e da approfondire.
    Lo trovo in linea con lo stratagemma del vincere il pieno con il vuoto (https://www.metadidattica.com/vincere-pieno-con-il-vuoto/): che ne dici?

  3. Carla Scala 5 Gennaio 2023 at 12:13 - Reply

    Sì “Vincere il pieno con il vuoto”, ma anche dal nostro punto di vista di docenti e alla luce di quanto detto nel podcast anche “Partire dopo per arrivare prima”! Se inizialmente richiede un po’ di tempo per spiegare le modalità di gestione del conflitto, l’organizzazione di tempi e spazi adeguati, (la nostra formazione), la condivisione con i genitori, credo che sul lungo percorso ripaghi e liberi a noi tempo ed energia, scaricandoci di un bel fardello emotivo, delegando ai bambini la gestione delle innumerevoli controversie e soprattutto dando loro una fondamentale autonomia di gestione che si porteranno dietro nella vita e nel lavoro. E forse (perchè no?) per noi docenti è anche una strategia per “Vincere senza combattere” !!!