Il gruppo degli Sperimentatori MetaDidattica è formato esclusivamente da Docenti entusiasti e preparati: li ho conosciuti personalmente durante i corsi di formazione che ho tenuto in giro per l'Italia.

Ho poi approfondito la loro conoscenza e, in seguito ad una reciproca volontà di creare sinergie tra il mondo della Scuola e quello della Formazione, ho voluto coinvolgerli nel progetto MetaDidattica.

Sono certo che quest'ultimo si sia arricchito di un valore aggiunto notevole: perciò, prepariamoci a vederne delle belle!

Alberto DP





Gli ultimi contributi degli Sperimentatori Selezionati

La responsabilità dell'apprendimento (Carla Scala)

A metà luglio sono stati resi noti i risultati delle Prove Invalsi che hanno messo in evidenza le carenze in diverse aree degli studenti in Italia. La mia prima reazione ad essere sincera è stata “Bella scoperta! Bastava ascoltare il coro dei docenti che segnalavano le innumerevoli difficoltà della DaD e il bilancio quotidiano delle loro osservazioni durante le lezioni a distanza!”. La seconda riflessione è stata “Magari ora si prenderanno in seria considerazione le urgenze del mondo scolastico con investimenti adeguati su persone e cose: ci stiamo giocando il futuro del Paese!”. Ma la terza riflessione è legata al coaching: un buon coach deve soprattutto responsabilizzare il suo coachee. Altrettanto dovrebbe fare un insegnante strategico.

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Il verbo LEGGERE non sopporta l'imperativo (Carla Scala)

Questo affermavano Gianni Rodari e Daniel Pennac e di questo è sostenitore il mio collega, il “maestro dei libri”.

Cosa c’è di meglio di un bel libro per catturare l’attenzione degli alunni e introdurre l’argomento della lezione? Basta chiedere al “maestro dei libri”: lui saprà sicuramente consigliarti il testo giusto! È un vero appassionato di libri che riesce a trasmettere la sua passione ai bambini senza imporre nulla, ma creando mille occasioni di lettura.

Ha un vero arsenale di libri pronti a colpire l’attenzione di ogni alunno, anche di quello più ostile alla lettura! Ogni volta che entra in una libreria esce con un nuovo libro per i bambini dell’infanzia e della primaria, scovando testi originali e di qualità.

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Caterina e la storia che non voleva raccontare (un articolo scritto da Dominga Meloni)

Caterina (è un nome di fantasia) è una mia studentessa di biennio. 

 

Già dalle prime battute dell'anno scolastico si rivela estremamente  presente a se stessa, attenta, con buone capacità di analisi e un'ottima proprietà di linguaggio, che spende, però, in rare occasioni, a meno che non debba intervenire come rappresentante di classe o perché "interrogata".

 

Tra DIP e DAD il trimestre procede a scatti: aperture e chiusure - soprattutto chiusure-  improvvise costringono lei, come tutti gli altri studenti, a un esercizio di resilienza che, in molti casi, va oltre le loro forze, per non parlare delle nostre, in qualità docenti: rimodulazione continua delle modalità di lezione e di verifica, e costante monitoraggio - è un impegno che in molti ci siamo presi-  anche dello stato d'animo dei ragazzi: nella classe di Caterina, in momenti diversi della DAD, cinque studenti si scoprono positivi,  ma collegandosi ogni giorno, riescono a non perdere una battuta; qualcun altro si sente prigioniero in casa e volentieri fuggirebbe dalla DAD e da situazioni complesse. Anche solo il mio costante "Come state?" a inizio lezione, cui spesso la risposta è il librarsi delle mani, come a dire "così così, prof", mi fa capire che non tira una bell'aria, né per loro, né per noi docenti. Ma tant'è: the show must go on e altro non ci è dato di fare.

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