Il gruppo degli Sperimentatori MetaDidattica è formato esclusivamente da Docenti entusiasti e preparati: li ho conosciuti personalmente durante i corsi di formazione che ho tenuto in giro per l'Italia.

Ho poi approfondito la loro conoscenza e, in seguito ad una reciproca volontà di creare sinergie tra il mondo della Scuola e quello della Formazione, ho voluto coinvolgerli nel progetto MetaDidattica.

Sono certo che quest'ultimo si sia arricchito di un valore aggiunto notevole: perciò, prepariamoci a vederne delle belle!

Alberto DP





Gli ultimi contributi degli Sperimentatori Selezionati

Caterina e la storia che non voleva raccontare (un articolo scritto da Dominga Meloni)

Caterina (è un nome di fantasia) è una mia studentessa di biennio. 

 

Già dalle prime battute dell'anno scolastico si rivela estremamente  presente a se stessa, attenta, con buone capacità di analisi e un'ottima proprietà di linguaggio, che spende, però, in rare occasioni, a meno che non debba intervenire come rappresentante di classe o perché "interrogata".

 

Tra DIP e DAD il trimestre procede a scatti: aperture e chiusure - soprattutto chiusure-  improvvise costringono lei, come tutti gli altri studenti, a un esercizio di resilienza che, in molti casi, va oltre le loro forze, per non parlare delle nostre, in qualità docenti: rimodulazione continua delle modalità di lezione e di verifica, e costante monitoraggio - è un impegno che in molti ci siamo presi-  anche dello stato d'animo dei ragazzi: nella classe di Caterina, in momenti diversi della DAD, cinque studenti si scoprono positivi,  ma collegandosi ogni giorno, riescono a non perdere una battuta; qualcun altro si sente prigioniero in casa e volentieri fuggirebbe dalla DAD e da situazioni complesse. Anche solo il mio costante "Come state?" a inizio lezione, cui spesso la risposta è il librarsi delle mani, come a dire "così così, prof", mi fa capire che non tira una bell'aria, né per loro, né per noi docenti. Ma tant'è: the show must go on e altro non ci è dato di fare.

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DSA - Diritto al Salvagente Autorizzato? (Carla Scala)

Eccola! La vedo! Sta arrivando … a traino come sempre poverina! Il salvagente ha funzionato anche questa volta. “Dai ancora un’ultima bracciata e ti tiro sulla barca. Ci sei! Ora tieniti forte! Mi raccomando non mollare”. Sono cinque anni che andiamo avanti così però! Ormai stiamo arrivando in porto e dovranno tutti scendere dalla barca per salire su quella più grande. Inizierà il viaggio in un mare più vasto, con onde più alte e venti più forti. La immagino sulla nuova grande barca. Si aggirerà curiosa come sempre, ma come sempre si soffermerà su quei piccoli particolari insignificanti, mentre il resto della ciurma starà ben attenta a seguire la rotta e a imparare quanto più possibile su come governare la propria barca e come difendersi dalla tempesta. Quando l’onda arriverà più forte e il vento soffierà improvviso, lei non saprà dove trovare gli appigli a cui aggrapparsi e finirà di nuovo in mare! In quei momenti finora è arrivato un salvagente, un aiuto, che le permetteva di salire temporaneamente in barca, per poi ricascare alla prima ondata. Le servirebbe una scialuppa con un marinaio esperto che la affianchi e la aiuti a scoprire i trucchi per non cadere dalla barca. Sembrava che la scialuppa potesse finalmente essere in arrivo, invece è arrivato soltanto un carico di salvagenti da lanciare. In fondo se è sopravvissuta in questi cinque anni sopravvivrà anche i prossimi, fino allo sbarco definitivo. Poi si fermerà.  Avrà imparato qualcosa? Sicuramente a sopravvivere! Potrà dire “sono un marinaio esperto” o semplicemente dirà “sono una sopravvissuta”? Se le proporranno di salire su una nave lo farà di nuovo o girerà alla larga da tutto ciò che riguarda il mare?

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Il raccolto ai tempi del colera - Libera riflessione della prof.ssa Sara

Mi sono ritrovata in questi giorni a vivere una situazione un po' particolare. Oltre ai tre giorni di vacanza dalle lezioni previsti dal calendario scolastico della mia regione, il Veneto, per via dell'emergenza che ha colpito l'Italia, ed in particolare il Nord Italia, abbiamo avuto questa settimana altri tre giorni di vacanza.

 

Un po' spinta dal desiderio di non far perdere ai miei studenti l'allenamento rispetto alle competenze su cui si stanno esercitando in questo periodo, e un po' spinta anche dal desiderio di far sentire loro anche un'aria di normalità, mi sono interrogata su come fare a mantenere con loro un legame, anche se a distanza.

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